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Giannino Marzotto e lo sport

Villa Trissino Marzotto

Il Giardino
note di Sergio Vicariotto

Il parco che si estende su una superficie di circa 20 ettari è percorso da oltre 7 chilometri di strade, viali e sentieri. Numerose sono le piante, sia autoctone che esotiche, di grande interesse che lo compongono come pure i siti e i panorami che si possono ammirare e visitare.
La visita inizia entrando dalla maestosa cancellata che immette sul viale dei limoni.
Entrando sulla destra si nota la lapide con la scritta che introduce l’ospite alla visita del parco:

QUALUNQUE O CORTESIA GUIDI O VENTURA, DONNA O SIGNORE, A COSI’ BEL SOGGIORNO, PRIA MIRI I COLLI E ‘L PIANO, OND’ A NATURA PIACQUE VAGO TEATRO ALZARLE INTORNO; D’ ARTE SCORGENDO POI L’ INDUSTRE CURA, CH’ IL FECE A GARA DE’SUOI FREGI ADORNO, LITI FRA LOR NON DESTI, E SOLO DICA: "QUANTO QUI L’ ARTE E’ DI NATURA AMICA."

Percorrendo il viale dei limoni (cedraia) sulla destra: le piante di limoni alternate a statue della bottega del Marinali, sulla sinistra si può notare, sopra la parete di rose, la doppia fila di nicchie dove venivano posati gli infissi per proteggere dal gelo le piante durante la stagione fredda. A metà viale sulla sinistra il portoncino di ingresso al minareto e più avanti il cancelletto in ferro battuto che immette direttamente alla CAMERA VERDE.

 

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Alla fine del viale si trova il parterre ottagonale realizzato dal Muttoni contornato da statue del Marinali, notevole i disegni in pietra e la vista sul panorama verso sud.
Ritornando nel viale dei limoni sulla destra una cancellata immette nel viale che porta alla VILLA INFERIORE.
Sulla destra in corrispondenza della curva si può vedere un’ara romana, forse, il più antico reperto storico esistente in vallata. Più avanti sulla sinistra: un bel esemplare di Sequoia e i resti di un ‘Pino dell’ Himalaya' abbattuto da una bufera nel 1996.
Proseguendo, sulla destra si apre 1’ imponente cancellata, in ferro battuto, di ingresso alla Villa Inferiore, attribuita al FRIGIMELICA.
VILLA INFERIORE: appartenente un tempo alla famiglia dei TRISSINO ramo RIALE e distrutta da un incendio nel 1700, ricostruita, su disegno del Muttoni e incendiatasi nuovamente nel giugno 1841.
Dopo il secondo incendio la proprietà passa alla famiglia dei TRISSINO ramo BASTON già proprietari della villa SUPERIORE, i quali fanno trasformare i resti del fabbricato in ruderi di castello.
Interessanti le grosse piante di edera che si trovano all’interno del fabbricato.
Dalla balconata si ha un’ ampia veduta sul prato sottostante con al centro la pescaia a forma ottagonale della capacità di 1350 metri cubi d'acqua, e contornato da una balaustra sormontata da statue sempre del Marinali.
Scendendo da una delle due gradinate che accedono al prato e attraversatolo si raggiunge una seconda doppia gradinata che porta alla statua del Nettuno e alla balaustra che da nel grande bosco nel quale si potranno ammirare le grandi querce, i tassi e, al centro lo spiazzo (Oasi Verdi) riservato a feste campestri e piccoli trattenimenti.
Risalendo verso destra, passando dal viale dei Melograni, si lascia sempre sulla sinistra la chiesetta dedicata a Sant’ Antonio Abate e si ritorna al cancello del Frigimelica ripercorrendo il viale delle ortensie, dopo la grande curva.
Sulla destra si entra nella CAMERA VERDE, luogo dedicato dai vecchi proprietari al ricordo dei cari defunti, nella quale si possono ammirare steli, cippi e piante messe a dimora alla memoria.
Proseguendo si arriva al BELVEDERE con roseti e ampia vista panoramica. Passando da uno dei tre archi si entra nel PRATO VERDE, ampio salotto all’ aperto, racchiuso da due lati dalla villa superiore, contornato da nicchie con statue del Marinali; data 1’ ottima acustica del luogo, il prato verde viene utilizzato per concerti e manifestazioni di alto livello. Di fronte alla villa, al di là del prato verde in posizione elevata, si trova la CAVALLERIZZA: raggiungibile dal basso attraverso due rampe a chiocciola percorribili dai cavalli e dall’alto attraverso due balconate che partono dai piani alti della villa.
Attraverso le arcate si raggiunge il piazzale delle serre, e quindi il piazzale di ingresso da dove si era partiti.

 

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