Il
calcio veneto ha avuto, ed ha, grandi dirigenti. Nei tempi pił recenti alla
ribalta nazionale sono saliti da Tizian a Ricchieri, da Galuppo a Ruzzene, ma
nei cuori delle societą un posto particolare ha conquistato e conserva Beppino
Nicolli, a lungo presidente regionale e prematuramente scomparso, poco dopo
aver ottenuto dalla Figc il pił alto riconoscimento possibile, quello di
"dirigente benemerito".
A rendergli l'estremo omaggio nella sua Tezze, otto anni
fa, c'era tutto il mondo del calcio italiano, che lui aveva conquistato con la mitezza del sorriso, ma anche con il
coraggio e la fermezza di difendere le posizioni "scomode", purchč a
vantaggio delle societą e dei loro bisogni fondamentali per portare avanti il
movimento dilettantistico e giovanile.
Del resto Nicolli, funzionario di banca, era arrivato in
Figc partendo dalla base, proprio come dirigente di societą, ruolo che non
aveva mai dimenticato. E agli altri dirigenti, che come lui all' inizio,
lavoravano per il calcio dei mille campanili, dedicava la sua attenzione tutti
i giorni, non negandosi mai ad ascoltare, a suggerire, a prendere parte attiva
nella risoluzione dei problemi.
Un grande vuoto la sua scomparsa e un grande impegno
quello dei suoi successori che da subito hanno voluto dedicare alla sua memoria
la manifestazione che meglio rappresenta l'anima del calcio provinciale e
locale, il Torneo dei Comitati. E che a Caorle hanno spesso chiamato la moglie
Alda e i figli Fabrizio e Serenella, "custodi" degli altri affetti
che hanno reso la vita di Giuseppe Nicolli esemplarmente degna di essere
ricordata per sempre.
Ciao amico Bepi, sorridici ancora da lassł.
g.a.