La partita (al Menti) in rete è un’esclusiva di
SPORTquotidiano
Testi esclusivi di GIANMAURO ANNI e PAOLA AMBROSETTI
Fotografie esclusive di LAURA ANNI
Tutto il materiale è liberamente utilizzabile citando la fonte:
SPORTquotidiano - VicenzaCRONACA – COMMENTO - PAGELLE
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VICENZA-GENOA 1-0
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CRONACA – di PAOLA AMBROSETTI
Vicenza – Genoa 1-0
Marcatori: 35’ Zanetti
VICENZA – Sterchele, Rivalta, Bordin, Faisca, Tamburini, Zanetti, Cristallini, Marcolini (80’ Fissore), Zanchetta (69’ Semioli), Margiotta (72’ Jeda), Schwoch. A disposizione: Avramov, Dal Canto, Bernardini e Veronese. Allenatore: Andrea Mandorlini
GENOA – Brivio, Malagò, Chini, Cvitanovic, Rossini, Bressan (67’ D’Isanto), Codrea, Boisfer, Carparelli, Gabsi (85’ Mhadhbi), Floccari (77’ Mihalcea). A disposizione: Ferro, Arrieta, Scantamburlo e Moscardi. Allenatore: Lavezzini
Arbitro: Palmieri di Cosenza (assistenti: Cini e Ciccoianni; quarto uomo: Stefani)
Note: Ammoniti Floccari, Cristallini, Margiotta, Zanetti, Chini, Mhadhbi per gioco falloso. Espulso all’86’ Boisfer per fallo su Zanetti. Quattro minuti di recupero nel secondo tempo.
Non sono bastati tre giorni per dimenticare la disfatta nel derby con il Verona e Vicenza-Genoa si apre nella contestazione… scritta degli striscioni della curva nord: "Enic, Sagramola e le tv… il nostro Vicenza non c’è più; mediocri giocatori, pessimi campionati, questi i risultati; tutti colpevoli. Vi siete visti? Fate pena…"
La sud risponde con un eloquente "Fuori i c…".
Per quanto riguarda invece la formazione ambia ancora Mandorlini rispetto alla disastrosa trasferta del Bentegodi: in difesa dentro Faisca al posto di Guastalvino, a centrocampo Zanetti per Bernardini e in attacco Margiotta a far coppia con Schwoch invece che Veronese.
Dopo dieci minuti di… nulla la prima palla-gol capita ancora una volta sui piedi di Schwoch, che però lanciato da solo davanti a Brivio calcia troppo debolmente e l’ex biancorosso para. Risponde il Genoa con una punizione del capitano Carparelli, che s’infrange sulla barriera. Non ha miglior fortuna al quarto d’ora la conclusione dalla sinistra di Marcolini, ben servito da Zanchetta.
Sempre da fuori ci prova, sul fronte opposto, Boisfer, ma il pallone sorvola la traversa. Senza
A far gridare al gol, però, è quando Bressan "cicca" il pallone, solo in area, riprendendo l’assist di Malagò. L’azione sfuma e, sul capovolgimento di fronte, Margiotta calcia bene rasoterra, Brivio non trattiene, ma sulla respinta Zanchetta è in ritardo e si limita solo a… far fallo sul diretto avversario.
Un minuto più tardi è sempre Zanchetta a provarci dal limite dell’area: blocca ancora a terra il numero 1 genoano.
E’ il prologo al gol, che arriva poco dopo la mezz’ora: calcio d’angolo, si accende una mischia in area ligure, saltano in molti, ma la deviazione vincente in rete è di un ritrovato Zanetti.
Forte del vantaggio il Vicenza arretra il… baricentro consentendo al Genoa di guadagnare metri in attacco e di farsi vedere con maggiore insistenza dalle parti di un finora inoperoso Sterchele: l’occasione più limpida capita a Floccari, il cui colpo di testa in girata sorvola di poco la traversa.
Niente di fatto, comunque, e squadre che vanno al riposo sull’1 a 0. Nell’intervallo c’è spazio per gli "shoot-out" con protagonisti questa settimana dieci ragazzi dell’istituto d’arte e mestieri di Noventa e per una sfilata di gemellaggio tra le due tifoserie.
Inizia la ripresa con nessun cambiamento nei due schieramenti. Passano quattro minuti e Schwoch si conquista un calcio di punizione poco fuori l’area: batte a palombella lo specialista Zanchetta, ma Brivio non si fa sorprendere e neutralizza bloccando la sfera indirizzata nell’angolino basso.
Al 59’ bel cross di Marcolini, poco appariscente ma molto utile anche in copertura, in area dove né Schwoch né Margiotta sono pronti alla deviazione, anticipati da un difensore.
Al 71’ bel contropiede, tre contro tre, impostato da Schwoch, passaggio lungolinea sulla fascia per il neo entrato Semioli, che gli ritorna il pallone in area senza però che il compagno ne avesse capito le intenzioni.
Dall’altra parte brivido per Sterchele sull’incursione di Floccari. Ancora Schwoch protagonista in combinazione questa volta con Marcolini, a cui non riesce però l’aggancio sul lancio del bomber.
All’82’ il Genoa reclama un calcio di rigore per il fallo di mano del nuovo entrato Fissore, che in precedenza si era fatto saltare dall’avversario,a tu per tu con Boisfer: l’arbitro Palmieri lascia proseguire.
Estrae, invece, il cartellino rosso per un brutto fallo del giocatore di colore genoano su Zanetti, che resta a terra per qualche minuto dolorante. E’ l’ultima emozione: a tener palla nei quattro minuti di recupero ci pensa un inesauribile Schwoch. Arriva finalmente il triplice fischio finale, che sancisce la tanto attesa prima vittoria stagionale.
Il premio come miglior giocatore viene invece assegnato a Paolo Zanetti.
Sabato è atteso il bis contro il Bari.
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COMMENTO – di GIANMAURO ANNI
E finalmente arriva al Menti uno che la pensa esattamente come Mandorlini. Rino Lavezzini è approdato al Genoa di Dalla Costa (o di chi altri? Boh, resta il mistero) dopo che negli ultimi otto anni, tutti in serie C, è stato esonerato… sei volte. Un paio di volte è subentrato, in una di queste è retrocesso. Ma gioca allegramente con una difesa a quattro in linea che – se ne accorgerebbe anche un bambino – è pronta più al suicidio che ad altro. Il Vicenza attuale tuttavia non punge come dovrebbe, anche se quando Schwoch preme sull’acceleratore è evidente che basterebbe uno scambio, un triangolo azzeccato (ricordate lo show Dionigi-Stellone) per mandare a turno un biancorosso da solo davanti a Brivio.
In effetti un paio di occasioni finiscono sul taccuino del cronista, che intanto annota come il 4-3-1-2 di Mandorlini usufruisca per la linea difensiva (gli stessi di Verona con Faisca al posto di Guastalvino: un quartetto a… rischio già ampiamente dimostrato) della fisicità di Zanetti, vertice basso del rombo centrale, e degli esterni Cristallini (a destra) e Marcolini(a sinistra). Il solo "fantasista" fru-fru è rimasto il solito Zanchetta, ma sta in avanti, applicato essenzialmente al servizio di Schwoch, velocità su piedi buoni, e Margiotta, potenza fisica e stacco aereo. Un ruolo che di fatto gli nega la possibilità di combinare guai gravissimi per la difesa e che alla lunga finirà per essere di… Bernardini o Marcolini.
Insomma: se il Vicenza a Verona era stato schierato in modo scriteriato (e se qualche ragione d’essere aveva non s’è visto, nel disastroso naufragio seguito ai gol gialloblù) questo che affronta il Genoa dimostra come Mandorlini sappia anche essere laico: nei confronti di se stesso e dei suoi teoremi. Buon segno o mossa dettata dalla disperazione? Vedremo.
Ad ogni modo: non è un gran Vicenza neanche così. Scorrono i primi 25’ ed è possibile trarre qualche conclusione parziale:
E il colpo di fortuna arriva, su mischia, che risolve da terra Zanetti anticipando di un niente la zampata vincente di Schwoch lui pure appostato nei dintorni.
E’ fatta, perché il Genoa per segnare avrebbe bisogno di altrettanta fortuna (anzi: di più), ma è messo male in campo e non si vede come possa meritarsi di sfuggire all’agguato del contropiede.
Registrato un colpo di testa fuori di Fioccari (sempre dal primo palo, questa volta servito dalla sinistra) e uno stacco sempre aereo di Cristallini sul fronte opposto, si va al riposo. Il secondo tempo è di una noia mortale o quasi: il Vicenza offre la sensazione di annaspare di fronte a un Genoa che getta nella mischia tutto il suo orgoglio, ma è solo una sensazione. Mandorlini conserva testa sulle spalle: prima toglie Zanchetta per Semioli (più combattività e posizione più esterna), poi Margiotta per Jeda (più velocità), infine Marcolini per Fissore (più fisicità in difesa sulla fascia sinistra con Tamburini che va a fare l’esterno di centrocampo, che poi sarebbe il… suo ruolo).
Per la prima volta sono scelte ragionate e non dettate dalla… disperazione. Il cronista può anche chiudere il taccuino: non accadrà più nulla, al massimo il Genoa incassa il secondo gol…
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PAGELLE di G.A.
Diamo subito a "Cesare" quel che la Fiat (ma è solo una concessionaria di Vicenza che a fine partita assegna la palma del "migliore") a sorpresa non gli ha dato a fine partita: il più bravo in campo è stato Schwoch, senza il minimo dubbio. Continuità, aggressività, tecnica, pericolosità. Il 9 non glielo toglie nessuno: come si dice in gergo "ha datto reparto" anche da solo. Su gradini più bassi tutti gli altri: si comincia con Marcolini (8) che ha cantato e portato la croce a lungo ballando tra Bressan e Malagò per dare una mano a Tamburini sulla fascia sinistra. Poi viene Zanetti (7) che nel ruolo inedito di centrale basso più che distrazioni ha avuto un grosso calo fisico (con il contorno di inevitabili errori) nella seconda parte della gara (ma ha il merito del gol). Sterchele (6) è apparso più sicuro del solito e certamente determinato nel risolvere (poche) questioni intricate anche ricorrendo ai… piedi (contento, Mandorlini?). La sufficienza (risicata) se la meritano in blocco i quattro della difesa (Rivalta, Faisca, Bordin e Tamburini): si sono distribuiti equamente gli errori, ma altrettanto equamente si sono prestati al reciproco soccorso senza star tanto a pensare se toccava a uno oppure all’altro. Ancora giù di corda (5) Zanchetta (5), ma meglio di altre volte: Codrea lo ha seguito molto da vicino (Lavezzini, anche tu non guardi le… "cassette") e così i due si sono neutralizzati a vicenda. Spesso in confusione anche Cristallini (5), ma era un ruolo delicato, col rischio di farsi prendere in mezzo tra Fioccari e Boisfer. Mandorlini: il voto non vogliamo negarglielo soprattutto perché è un 7, senza riserve. Merito suo o delle… riserve? Non importa, l’apprezzamento è sincero anche all’eventuale ravvedimento. Niente voto ai subentrati. La stima è un conto, il tempo di gioco e le condizioni in cui si è svolto sono un’altra cosa. Li rivedremo
Morale. Fossimo il CT del Vicenza, dopo 9 partite e abbandonato finalmente l’ultimo posto in classifica, non avremmo molti dubbi su questa formazione: in porta Sterchele (il ruolo è delicato, super Gino non sarà il massimo ma lasciamo gli "esperimenti" in laboratorio!). In difesa Maggio, Faisca, Rivalta (o Guastalvino) e Fissore (Bordin, preziosissimo nello spogliatoio e durante la settimana oltreché in panchina dove avrebbe già potuto stare, jolly di lusso proprio come… Dal Canto; se poi arrivasse un altro colpitore di testa, e ambidestro!, non ci dispiacerebbe proprio). A centrocampo Zanetti centro basso, Cristallini a destra, Tamburini a sinistra e Marcolini centro altro (o Bernardini; Zanchetta, Crovari, Semioli e Sgrigna alternative, abbondanti, di circostanza. In attacco e in attesa di Colacone è difficile avere dei dubbi: sempre Schwoch e Margiotta, bastano e avanzano. Veronese (o Gonzales: c’è ancora o gioca solo nella primavera?) e Jeda le soluzioni a lavori in corso: i primi due per la potenza, il terzo per velocità e agilità. Bella squadra, senza tanti rivali in categoria, ma soprattutto scelte "facili" come bere un bicchiere d’acqua di fonte, quella che è buona senza tanti filtri (alti o bassi che siano!), depuratori e angagni o polverine varie. Troppo diverso dal Vicenza presentato da Mandorlini dopo il ritiro? Può essere, anche Mandorlini è u uomo, ma… l’acqua (di fonte) è acqua!
ESCLUSIVA – La
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ARCHIVIO SERIE B – Tutte le partite al Menti della stagione 2001/2002
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