La partita (al Menti) in rete alle 18.30 della domenica è un’esclusiva di
SPORTquotidiano
Testi esclusivi di GIANMAURO ANNI e PAOLA AMBROSETTI
Fotografie esclusive di LAURA ANNI
Tutto il materiale è liberamente utilizzabile citando la fonte:
SPORTquotidiano - VicenzaCRONACA – COMMENTO - PAGELLE
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VICENZA-ANCONA 1-1 GIOCATA A PADOVA PER INDISPONIBILITA’ DELLO STADIO MENTI
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Vicenza – Ancona 1-1
Marcatori: 5’ Schwoch, 20’ autogol Bernardini
VICENZA – Sterchele, Rivalta, Bordin, Guastalvino, Tamburini (77’ Semioli), Zanchetta, Bernardini, Marcolini, Jeda (83’ Colacone), Margiotta (59’ Veronese), Schwoch. A disposizione: Campagnolo, Fissore, Cristallini e Crovari. Allenatore: Andrea Mandorlini
ANCONA – Scarpi, Daino, Maltagliati, Dicara, Russo, Schenardi (69’ Montervino), Magoni, Maini, Tarana (73’ Perovic), Luiso (77’ Ganz), Graffiedi. A disposizione: Gori, Peccarisi, De Patre e Mundula. Allenatore: Gigi Simoni
Arbitro: Bertini di Arezzo (assistenti: Cuttica e Stefani; quarto uomo: Manari)
Note: Serata tiepida, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Maini, Veronese, Dicara. Un minuto di recupero nel primo tempo e quattro nel secondo.
PADOVA (dall’ inviato)
Dopo tanta attesa finalmente arriva il giorno, o meglio la sera, della prima partita casalinga per il Vicenza, che però è costretto a fare il suo esordio lontano dal vecchio e malandato Menti chiedendo ospitalità all’Euganeo di Padova.
Conseguenze pratiche? Una coda di un paio di chilometri che si forma tra il casello dell’autostrada e lo stadio, costringendo in parecchi ad arrivare dopo il fischio d’inizio del signor Bertini.
Il resto lo dicono gli striscioni esposti dagli ultras, che prendono di mira soprattutto il capo dei vigili del fuoco Dattilo, ma coinvolgono anche il prefetto Tranfaglia, oltre alla commissione di vigilanza sull’impianto di vigilanza.
Questa la cornice della sfida, che tra i motivi d’interesse propone anche lo schieramento di quattro esx (Dicara, Schenardi, Maini e Luiso) nelle fila marchigiane.
Passando alla cronaca, al 3’ la prima conclusione è dell’Ancona: Graffiedi calcia alle stelle.
Immediata la risposta dei biancorossi, che passano subito in vantaggio: duettano in area Schwoch e Margiotta, dopo un rimpallo il pallone ritorna al numero 9, che controlla e batte con un rasoterra a fil di palo Scarpi.
1 a 0 e gran corsa sotto la curva dei fedelissimi sostenitori berici.
Ancora Schwoch è protagonista di un bel contropiede, con lancio al limite dell’area per Zanchetta, che però non capisce le intenzioni del compagno.
Al 16’ corre un brivido in area vicentina con Graffiedi lanciato a rete, che viene fermato da Bordin: l’attaccante cade a terra reclamando il calcio di rigore, ma Bertini lascia proseguire.
Il pareggio, comunque, arriva dopo quattro minuti: punizione un paio di metri fuori dall’area grande, Magoni tocca per Maini che calcia, il pallone incoccia nella barriera, cambia direzione e s’infila lentamente in porta con Sterchele immobile tra i pali a guardare la beffa che diventa realtà. 1 a 1 e tutto da rifare.
E mentre sulla fascia sinistra Tamburini ha più di qualche difficoltà nel tenere testa a Schenardi, a centrocampo prima Zanchetta e poi Marcolini vanno alla conclusione: parata la prima, a fil di palo la seconda da fuori.
E’, però, l’Ancona al 32’ ad andare vicinissimo al raddoppio, tutto firmato da due ex: calcio d’angolo di Schenardi, testa di Dicara e questa volta Sterchele ha i riflessi pronti per respingere in tuffo.
Il Vicenza non sta a guardare e si affida ancora ad una bordata di Marcolini, deviata in corner da un difensore: mischia in area e Bordin, ad un metro dalla linea di porta, calcia alto sopra la traversa.
La replica marchigiana è affidata all’ex milanista Daino: rasoterra a fil di palo che termina alla sinistra del portiere biancorosso. La partita prosegue senza soste, pur con qualche errore da una parte e dall’altra.
Negli ultimi cinque minuti da segnalare soltanto una bella discesa di Tamburini con cross al centro che nessuno dei compagni sa sfruttare. Nell’intervallo l’atmosfera non è delle più allegre: in tribuna d’onore il presidente Miola parlotta con la presidente della Provincia Manuela Dal Lago, che promette un suo personale interessamento per cercare di risolvere la questione stadio. Musi lunghi anche tra i due "gioiellini" biancorossi relegati da Mandolini lontano dal campo: Cristian Maggio cerca di distrarsi telefonando, Paolo Zanetti invece discute con il suo procuratore: avrà voglia di cambiar aria?
Più sorridente Sergio Campana, meno fiduciosi sulle fortune della squadra vicentina l’avvocato Gigi Polato e Lino Diquigiovanni.
Si ricomincia con nessuna variazione nei due schieramenti. Vicenza subito in attacco con una punizione di Bernardini toccata per Marcolini, botta, pallone deviato che s’impenna e termina sul fondo per il primo calcio d’angolo della ripresa. Al 57’ brivido per il portiere marchigiano, che vede una conclusione di Marcolini deviata da Margiotta a fil di palo: è l’ultimo pallone toccato dall’attaccante prima di lasciare il posto a Veronese.
Due minuti più tardi bella azione Jeda-Marcolini-Schwoch con colpo di testa di quest’ultimo che viene bloccato in presa alta da Scarpi.
Al 65’, invece, sono Marcolini e Schwoch ad impostare l’azione servendo il neo-entrato Veronese, che al limite dell’area lascia partire un tiro potente, che l’estremo difensore avversario neutralizza in corner.
E Scarpi è altrettanto bravo, se non di più, a toccare la punizione da circa trenta metri indirizzata da Bernardini nel sette.
Spinge il Vicenza, incitato anche dalla tribuna mentre i due allenatori cercano di mescolare un po’ le carte in tavola, pardon, sul campo procedendo alle tre sostituzioni per parte: esce tra gli applausi di anconetani e vicentini Pasquale Luiso, rimpiazzato da Maurizio Ganz; Semioli e Colacone, invece, sono le ultime chances di Mandorlini.
E proprio Ganz ha la palla giusta a tu per tu con Sterchele, ma per fortuna del Vicenza non è ancora "caldo".
In realtà si tratta dell’ultimo brivido se si eccettua una conclusione a girare di Zanchetta sul fondo: dopo quattro minuti di recupero la sfida si chiude sull’1 a 1 del primo tempo.
I biancorossi intanto hanno rotto il ghiaccio, per il resto… vedremo.
PAOLA AMBROSETTI
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COMMENTO – Un punto può far sorridere? Oggettivamente no. Meno ancora 2.900 abbonati, minimo storico da quanto tempo? Boh, la memoria non ci soccorre sino a questo punto. Che il Vicenza poi la sua prima di campionato debba giocarla a Padova fa… piangere. Non i tifosi, per la verità, che si dicono (con gli striscioni) incazzati di brutto: "Dattilo (ndr: è il comandante dei vigili del fuoco) date… fogo" è uno dei più gentili. Per il resto si sprecano gli inviti alla… vergogna per la commissione di vigilanza e tutti i suoi componenti. Lungo la strada, per la verità, c’è gente che, costretta alla coda per raggiungere il parcheggio (colpa di un euro che si deve pagare e quando c’è da dare il resto si blocca il… sistema) se la piglia anche con Sagramola, Miola e (of course) gli "inglesi" che ci hanno ridotto a questo punto: "Altro che stadio novo come i diseva, i se ga magnà anca queo vecio che casca a tochi".
Così va il mondo.
Mandorlini con Jeda non schiera le tre punte ravvicinate, ma chiede al brasiliano (e con meno frequenza a Scwhoch e Margiotta) di rientrare a fare il vertice avanzato del rombo centrale, che sull’esterno piazza Zanchetta e Marcolini e sul vertice arretrato Bernardini. Chi si lamenta di aver visto pochi cross dalle ali non ha capito: Mandorlini non li vuole proprio, se non sulla sorpresa e supremazia numerica che può dargli Tamburini quando scende sulla sinistra. E’ uno schema che non prevede le… ali: infatti Maggio è al suo posto, cioè in tribuna, a far compagnia (faccia scura entrambi) all’altro azzurrino Zanetti. La difesa è a quattro quasi sempre, segno che l’ Ancona merita rispetto. Licenza di scorribanda ce l’ha solo Bordin, che avanza sui corner, sulle punizioni, etc. etc.
Il gioco non è granchè, ma dovrebbe essere efficace se ben preparato. Il Vicenza in effetti per tutto il primo tempo dimostra di aver… studiato e quando ha modo di spiegarsi in avanti lo fa con rapidità e disinvoltura. Meno precise le onclusioni, ma comunque c’è il vantaggio. I problemi semmai nascono quando l’allievo viene… interrogato in difesa. Dove un po’ si balbetta (eredità dell’anno passato) e un po’ il fiato è corto perché tale è anche la coperta, con quel centrocampo in cui il solo Marcolini ha anche il piglio burbero di chi, volendo, potrebbe rischiare la gamba e comunque lo scontro duro per sventare un pericolo. Vietato chiedere a Bernardini o Zanchetta un simile ruolo: non ce l’hanno nel rispettivo dna.
E allora? Allora finisce che l’Ancona trova il pareggio in chiusura di tempo, su una punizione deviata che lascia Sterchele di stucco (anche troppo).
La ripresa è in ovvia salita perché la condizione (anche dell’ Ancona) è quella che è. Non sempre le geometrie vengono rispettate e tuttavia è il Vicenza che crea ancora le occasioni, pur se i brividi non mancano a Sterchele soprattutto quando Simoni manda in campo il vecchio lupo d’area da rigore, Ganz.
Morale: il Vicenza tira 18 volte (nove fuori), una ogni cinque minuti. L’ Ancona ha un potenziale di fuoco della metà (9 volte). E’ evidente che i biancorossi hanno anche meritato di più. Vi va, tuttavia, se vi diciamo che anche l’Ancona avrebbe potuto vincere? E’ questo il problema…
GIANMAURO ANNI
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PAGELLE – Lo Sterchele (4) della punizione non ci è piaciuto e comunque non lo vediamo convinto. Un miracolo sul colpo di testa di Dicara non ci fa cambiare opinione. Rivalta (5) a metà del guado tra il bene e il male: aveva a che fare con il meno pericoloso dell’ Ancona, oggetto misterioso Tarana, poi sostituito da uno stupefacente Perovic (ma è un giocatore di calcio sul serio?). Un po’ più sicuro Guastalvino (6) nonostante un liscio pauroso nella ripresa. Buca una gran palla anche Bordin (6) ma finchè lo sorregge il fiato è l’anima di questa squadra. Bene o male? Si vedrà… Tamburini (5) ha una serie di buone iniziative che cerca di non sprecare, ma Schenardi lo tiene sin troppo in tensione quando deve difendere. Dall’ altra parte Zanchetta (4) fa poco, stretto fra Russo e Maini. Male Marcolini (3) che a sua volta soffre il centrocampo avversario e quando si propone sbaglia molte volte il cross. Meglio al tiro, anche se sempre fuori. Bernardini (6) si vede poco: in quella posizione è un merito. Suo anche un tiro da fermo che Scarpi neutralizza con bravura. Jeda (5) mostra un paio di accelerazioni ragguardevoli, ma poi si perde vagolando un po’ dappertutto. Meglio Schwoch (7) sia a fare la sponda, che a rubar palloni e provare la conclusione. Margiotta (5) ha l’aria di uno che non è convinto di dover giocare a stretto contatto di gomito con tutti quegli avversari e quei compagni. Anche lui ha le sue ragioni. Veronese (6), Colacone e Semioli (sv) non cambiano le cose. Quest’ ultimo ci lascia anzi molte perplessità: ha giocato quei pochi minuti come se anche per lui fossero gli ultimi di altri… novanta. No!
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ESCLUSIVA – La
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