La partita (al Menti) in rete è un’esclusiva di

SPORTquotidiano

Testi esclusivi di GIANMAURO ANNI e PAOLA AMBROSETTI

Fotografie esclusive di LAURA ANNI

Tutto il materiale è liberamente utilizzabile citando la fonte: SPORTquotidiano - Vicenza

 CRONACACOMMENTO - PAGELLE

 

 VICENZA-NAPOLI 3-3

Marcatori: 4' Bocchetti, 13' Tamburini, 24' e 52' Stellone, 53' Jeda, 65' rig. Schwoch

VICENZA - Sterchele, Maggio, Bordin, Faisca, Tamburini, Crovari (46' Jeda), Bernardini, Cristallini (61' Marcolini), Zanchetta, Margiotta (79' Veronese), Schwoch. A disposizione: Avramov, Rivalta, Fissore e Zanetti. Allenatore: Andrea Mandorlini

NAPOLI - Mancini, Troise, Baldini, Bonomi, Bocchetti, Saber, Vidigal, Montezine (73' Ferrarese), Quadrini, Stellone (57' Floro Flores), Dionigi (79' Sesa). A disposizione: Storari, Stendardo, Gaveglia e Platone. Allenatore: Franco Colomba

Arbitro: Palanca di Roma (assistenti: Ayroldi e Ciccolanni; quarto uomo: Conzutti)

Note: ammoniti Schwoch per proteste; Bonomi, Vidigal, Saber, Cristallini, Zanchetta per gioco falloso. Due minuti di recupero nel primo tempo e quattro nel secondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CRONACA

Non è passato neppure un minuto e il Vicenza crea la prima occasione: cross di Bernardini per la testa di Schwoch: pallone alto. Potrebbe essere il prologo per una serata diversa, invece in maniera che definire rocambolesca sarebbe poco arriva il vantaggio partonopeo. Il Napoli si porta per la prima volta in attacco, Maggio è in vantaggio sull'attaccante avversario, invece clamorosamente sbaglia il retropassaggio a Sterchele, il quale non può far altro che vedere il pallone infilarsi in rete dopo il tocco di Bocchetti. 0 a 1 e nuovi spettri incombono sul Menti. Il Vicenza, però, non è morto e riprende a giocare. Al 9' punizione di Bernardini ancora per la testa di Schwoch, che in tuffo vede la sfera deviata in calcio d'angolo, la cui battuta però non dà frutti. Insistono i biancorossi, che vedono premiati i loro sforzi al 13' da gol di Tamburini che, spintosi in avanti, appoggia in rete a fil di palo l'assist di Margiotta in area, siglando così il suo secondo centro stagionale dopo quello di Messina. E' poi l'ex Udinese a provarci di potenza dal limite: sul fondo.

Quindi, bella azione Maggio-Bernardini-Crovari, con quest'ultimo che non riesce a controllare la sfera a tu per tu con Mancini. Controlla bene, invece, il capitano azzurro (in realtà in maglia nera) Stellone, che infila per la seconda volta Sterchele concludendo al meglio la combinazione con il compagno, nonché ex biancorosso, Dionigi, il quale sorprende ancora la difesa locale, questa volta immobile. La partita comunque non conosce soste e Zanchetta, fino a questo momento evanescente, offre un passaggio filtrante in area per Margiotta, il quale non riesce a controllare bene il pallone. E mentre proseguono gli sfottò tra le due tifoserie dalla curva sud si alza un "andate a lavorare" nei confronti dei giocatori di casa. Ci provano ancora i biancorossi questa volta con Bernardini, che "pesca" perfettamente sulla destra Zanchetta, il cui cross in area è anticipato in corner.

L'ultimo brivido è al 45': Schwoch si fa metà campo da solo prima di smarcare in area Crovari, che non ha un controllo felice e si va così al riposo sul 2 a 1 per il Napoli.

Dopo aver tributato il giusto onore durante l'intervallo a Paolo Rossi, premiato con il premio Franchetto dalla signora Vittoria e dal figlio Marco e aver assistito agli "shoot-out" nel progetto "Sport e scuola" varato dalla Centrale del Latte con protagonisti questa settimana dieci ragazzi (tra cui cinque ragazze) della scuola media di Alte Ceccato,

inizia la ripresa e sono fuochi pirotecnici e non solo per i bengala che lanciano i tifosi partenopei sia verso la curva nord che in campo. Nel giro di un minuto succede di tutto: Stellone, ancora lui, segna il terzo gol, sempre dopo aver duettato con Dionigi, battendo nel due contro due la difesa di casa, poi il neo-entrato Jeda inventa una prodezza balistica un po' da circa trenta metri , che batte Mancini per la seconda volta e riapre un match che sembrava malinconicamente chiuso.

E a riaprire definitivamente la contesa arriva, dopo un'occasionissima fallita sempre da Jeda che riprende male una palla non trattenuta da Mancini su calcio di punizione di Bernardini, il rigore concesso dall'arbitro Palanca: Troise strattona nettamente in area Zanchetta, che va giù. Nessuna esitazione per il direttore di gara romano e sul dischetto va Schwoch, che non fallisce il 3 a 3.

Ma che le emozioni siano il sale della serata lo testimonia appieno, poco dopo, la traversa colpita su punizione defilata da Montezine. Sul fronte opposto si accende una mischia in area ospite con conclusione di Schwoch, pallone che arriva a Marcolini, il cui tiro è però rimpallato.

E' poi Schwoch ad avere sui piedi la palla-gol più clamorosa: fa tutto da solo, va via ad un paio di difensori, si accentra, entra in area e quando dovrebbe battere a rete calcia male su Mancini in disperata uscita. E un minuto più tardi il Vicenza fa ancora gridare al gol con la triangolazione Jeda, Schwoch, Margiotta, la cui deviazione sotto porta è toccata in calcio d'angolo. Niente di fatto sulla battuta, mentre sulle successive punizioni di Bernardini e Zanchetta il numero uno ospite para centralmente. L'ultimo brivido di questo incessante assedio arriva dal palo colpito dalla "spizzicata" di testa di Schwoch (davvero poco fortunato) sul corner battuto da Zanchetta.

E che per il bomber non sia serata lo dimostra il gol annullato allo scadere per fuorigioco, in realtà netto e segnalato per tempo.

E' finita: per la prima vittoria bisognerà aspettare ancora. Le occasioni non mancano, a cominciare dal derby di sabato sera a Verona per proseguire poi al Menti martedì 5 con il Genoa e sabato 9 con il Bari. La rincorsa continua.

PAOLA AMBROSETTI

 

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COMMENTO - Comincia come peggio non potrebbe. Il Vicenza che becca tre gol dal Palermo rinforza la ... difesa. Lascia infatti fuori Rivalta, mette a fianco di Faisca il solito Bordin e sugli esterni Maggio (era ora) e Tamburini (ancora?). Glielo avrà detto qualcuno a Mandorlini, che nella rivista del Vicenza Calcio si dispiace un po' di essere... presuntuoso, che Dionigi e Stellone sono due punte vere e che mai come questa volta servirebbero almeno due centrali veri. C'è Faisca, è vero, ma l'altro è Bordin il quale confessa, sempre la stessa fonte (rivista del Vicenza) che avrebbe dovuto fare il secondo di Mandorlini, data l'età, ma poi ha scoperto che avrebbe potuto continuare... (scoperto come?).

Non c'è nemmeno il tempo di approfondire queste impressioni che la realtà è... peggio. La superdifesa (si fa per dire) si impappina sulla pressione di Dionigi e Stellone (ma va, proprio loro due!) e Maggio passa indietro a Sterchele una palla assassina: quando il buon Gino, ricuperato titolare ma solo per l'infortunio di Campagnolo, si trova a respingere davanti a lui c'è già Bocchetti: rimpallo e palla beffarda che finisce in rete.

Come volevasi dimostrare, solo in... anticipo rispetto alle precedenti rappresentazioni di analogo copione. E adessso? Il Vicenza è sotto choc: Sterchele è costretto a uscire fin quasi sulla trequarti per mostrare a Mandorlini che sa calciare di piede anche lui, ma un po' alla volta la voglia dei ragazzi di non farsi mettere sotto e una certa pochezza napoletana a centrocampo fanno il miracolo. La fiammata biancorossa dura un buon quarto d'ora, nonostante Colomba tenga ben fissi (mica è... micco) tre centrali a controllare Schwoch e Margiotta e mandi Saber a seguire Zanchetta anche quando va in... bagno.

Il pareggio arriva meritato e lo firma Tamburini, un altro che va senz'altro meglio quando... attacca. Ma il Vicenza si espone al contropiede, un paio di volte Faisca e Bordin (ma guarda che novità!) rischiano nel due contro due e alla terza vengono uccellati con Stellone che servito da Dionigi si presenta così solo davanti a Sterchele da fargli passare il pallone in mezzo alle gambe.

Roba da non credere ma giusta nella punizione di uno schieramento ancora una volta supponente (e a... torto!). Altra reazione, con le due punte sostenute da Zanchetta (di nuovo: si fa per dire) e in realtà impegnatissime a sfangarsela come possono cercando lo sfondamento centrale della adesso ancor più munita difesa napoletana.

Il secondo tempo è un'altra musica. Anzi: è la stessa musica, perchè dopo pochi minuti si ripresenta la solita situazione incredibile in difesa, ancora Bordin e Faisca da soli contro Stellone e Dionigi. La storia non insegna nulla a questo Vicenza, ma nemmeno la cronaca? Terzo gol e tutti a casa?

Macchè: il gol c'è ma sul palla al centro se ne va Jeda che lascia partire una sciabolata da 30 metri per il 3 a 2 e riapre la gara.

Gara? Per la verità quello che si vede dopo con il calcio ragionato ha poco a vedere, ma è paradossalmente bellissimo.

Il Vicenza ci mette il cuore, gioca non come sa (o come dovrebbe) ma più semplicemente come può, lottando con rabbia su ogni pallone, dimenticando ogni equilibrio tattico.

Paradossalmente non corre più rischi e mette i brividi a un Napoli sempre più alle corde e sul punto di capitolare. Sbagliano in tanti, ma l'errore più grande lo commette Troise che atterra platealmente Zanchetta rimasto miracolosamente in piedi e in possesso del pallone in mezzo a tre.

Schowch segna e se lo merita: il peso di quella che è una rivolta contro il destino più che una rimonta è soprattutto suo. E' indemoniato, sbuca da solo davanti a Mancini e mette fuori, poi lo costringe a una paratissima, infine colpisce un palo. Ma è attivo ancorchè stanco pure Margiotta e tutto il Vicenza, che si muove alla... carlona ma si muove per dio!, infiamma il pubblico regalandogli un mare di emozioni fino al 4 a 3 che tocca ancora a Schwoch ma in fuorigioco (ed è una delle poche decisioni su cui non cui pare ci sia da ridire adottare dallo scarsissimo Palanca).

Bello, tutto molto bello. Sentivamo, scendendo le scale, qualche commento. Il primo: "Giocasse sempre così il Vicenza risalirebbe presto la china" (obiezione: ma lo chiamate... giocare?)

Il secondo: "Due squadre con grossi problemi e messe in campo in modo da... accentuarli" (condividiamo, qualche rimedio lo abbiamo anche in mente ma il tecnico sembra pensarla diversamente). Ai posteri l'ardua sentenza: intanto ci siamo divertiti!

g.a.

 

PAGELLE –

Sterchele (5) sbaglia quando si fa prendere dal panico sul retropassaggio (idea invereconda) del primo gol. Calcia diritto anzichè a lato e mal gliene incoglie sulla ribattuta. Pallone tra le gambe per il secondo gol e uccellato anche sul terzo. Bene in uscita sulle palle alte: due volte sta "alto" anche di piede e vien quasi sulla panchina di Mandorlini per fargli vedere che sa... calciare anche lui. Maggio (6) fa benino quando viene cercato in avanti, ma annaspa quando viene attaccato da quel Bocchetti che parte da lontanissimo. Sul lato opposto Tamburini (6) va meglio di altre volte, anche perchè è praticamente senza avversario, con Quadrini che sta sulla linea di centrocampo e non si muove proprio. Il tandem centrale Bordin (2) e Faisca (3) se la deve vedere almeno quattro volte testa a testa con Stellone e Dionigi: in due occasioni se la cava con affanno, nelle altre due manda Stellone solo davanti a Sterchele e sono due gol. Ma un terzo centrale, contro un Napoli che ha due punte vere, non poteva servire? Se ci fosse stato, anche Bordin avrebbe potuto fare il libero (alla... Baresi a fine carriera) perchè il resto può farlo solo in... allenamento. Benino Bernardini (7) alla Pirlo, anche perchè sull'esterno Cristallini (5) e Crovari (6) lo hanno coperto meglio che in altre circostanze. Zanchetta (3) dietro le punte (edizione primo tempo) è una roba che può capire solo... Mandorlini. Non lo sostituisce nemmeno quando non ne ha più neanche per tenere palla due secondi. In ogni caso: un peso quasi sempre, un vantaggio quasi mai. Note liete per Margiotta (7) che lotta come un bufalo nel primo tempo e torna anche indietro a ricuperare palla. Ci è piaciuto. Note lietissime per Schwoch (9): sarà stata l'aria del Napoli e il ricordo delle prodezze in azzurro, ma ha indovinato quasi tutto, facendosi carico di cantare e di portare la croce. Metà delle tante occasioni della ripresa portano la sua firma. I sostituti: bene Jeda (7) entrato al posto di Crovari per ricuperare lo svantaggio. Gran gol fatto e un altro mangiato grande come una casa. Discreto Marcolini che rileva Cristallini per una maggiore spinta. Ingiudicabile Veronese al posto di Margiotta.

Mandorlini (4): chi lo capisce è... bravo. Il Vicenza convince solo quando getta nella mischia il cuore e dimentica tutte le "lezioni" del maestro. Ma non è calcio, è adrenalina pura e anche lui lo sa, perchè in quella larga parte del secondo tempo nè la sua np il Napoli sono squadre credibili. Anzi: nemmeno sono squadre, sono 22 che danno l'anima in campo.

Palanca (3): ritirategli la... tessera. Nessun errore gravissimo, ma una grande capacità di innervosire tutto e tutti, con la collaborazione di Ayroldi, un ex arbitro che opera sotto la tribuna e che bene farebbe a restituire, dopo che gli è stato ritirato il fischietto, anche la... bandierina!

Gianmauro Anni

 

 

 

 

 

 

 

 

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