La partita (al Menti) in rete è un’esclusiva di
SPORTquotidiano
Testi esclusivi di GIANMAURO ANNI e PAOLA AMBROSETTI
Fotografie esclusive di LAURA ANNI
Tutto il materiale è liberamente utilizzabile citando la fonte:
SPORTquotidiano - VicenzaCRONACA – COMMENTO - PAGELLE
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VICENZA-BARI 1-1
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CRONACA di PAOLA AMBROSETTI
Vicenza – Bari 1 - 0
Marcatori: 46’ Marcolini, 79’ Valdes
VICENZA – Sterchele, Rivalta (50’ Fissore), Bordin, Faisca, Tamburini, Zanetti, Bernardini, Marcolini, Zanchetta, Jeda (70’ Semioli), Schwoch (64’ Margiotta). A disposizione: Avramov, Dal Canto, Cristallini e Veronese. Allenatore: Andrea Mandorlini
BARI – Gillet, Innocenti, De Rosa, Neqrouz, Bellavista (54’ Collauto), Cordova, La Fortezza, D’Agostino, Mora, Anaclerio, Palmieri (46’ Valdes). A disposizione: Battistini. Allenatore: Attilio Perotti
Arbitro: Dondarini di Finale Emilia (assistenti: Marino e Romagnoli; quarto uomo: Carretta)
Note: Ammoniti De Rosa (fallo di mano), Rivalta, Innocenti, per gioco falloso, Bordin e Collauto per proteste. Sei minuti di recupero nel secondo tempo.
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Tre partite nel giro di sette giorni e, dopo Verona (sabato scorso) e Genoa (martedì) il Vicenza si ritrova ancora al Menti, questa volta per la sfida in anticipo televisivo con il Bari. Ed è costretto ancora a cambiare formazione Andrea Mandolini: in panchina il debilitato Cristallini e al suo posto Bernardini in un centrocampo che ripropone il match-winner Zanetti e si affida alla verve di Marcolini alla fine il migliore in campo, con Zanchetta a sostegno delle punte, che nell’occasione sono Schwoch e Jeda, quest’ultimo preferito a Margiotta per sfruttare la sua velocità nel gioco a terra proposto dalla squadra, priva di "torri".
Al 5’ la prima vera occasione: punizione dalla sinistra di Zanchetta, colpo di testa di Jeda ben appostato in area e pallone sul fondo. Cinque minuti più tardi la seconda palla-gol: cross di Bernardini per Zanchetta, che si gira bene e lascia partire una staffilata su cui è bravissimo Gillet ad opporsi. Insistono i biancorossi con un assolo di Jeda da quasi metà campo, assist in area per Schwoch defilinato sulla destra, che non riesce a ritornare il pallone a nessun compagno e così l’azione sfuma. Ci prova, quindi, Marcolini, ex di turno, con una conclusione centrale dalla distanza: para al petto l’estremo difensore avversario. E’ passato da poco il quarto d’ora quando il centrocampista ci riprova con una punizione da circa trenta metri: identico il risultato, Gillet si fa trovare pronto.
E il numero 23 del Bari compie un autentico miracolo al 22’ respingendo d’istinto la girata in area di Schwoch, a due metri dalla porta che aveva già fatto gridare al gol.
Sulla replica ospite Cordova trova la difesa sbilanciata, offre un pallone d’oro a Bellavista il cui traversone sul palo opposto della porta difesa da Sterchele non trova nessuno smarcato per la deviazione. Ma è ancora Gillet ad essere chiamato in causa, recuperando con un colpo di reni sul colpo di testa di uno scatenato Marcolini.
Quindi, sul capovolgimento di fronte, è bravissimo Rivalta a recuperare in extremis su Anaclerio, evitando quella che sarebbe suonata come un’autentica beffa.
Il resto del tempo non offre altre emozioni e si va al riposo sullo 0 a 0 di partenza. Nell’intervallo consueto spazio per gli "shoot-out" con protagonisti i ragazzi del comprensorio scolastico di Creazzo.
Neppure il tempo di fischiare l’inizio della ripresa e il Vicenza passa in vantaggio: fa tutto solo Marcolini, che con una palombella mette il pallone nel sette del palo più lontano dove Gillet questa volta non può arrivare: esplode la gioia dell’ex e con lui di tutta la panchina che lo sommerge in un festoso abbraccio.
L’euforia viene smorzata, però, subito dal grave infortunio, costretto a lasciare il campo: al suo posto entra Fissore.
Si arriva al 60’ quando è sempre Marcolini, nella serata storta di Schwoch, a sfiorare il raddoppio con un rasoterra a fil di palo, che termina sul fondo di un niente.
Clamorosa al 65’ l’occasione che capita sui piedi del neo-entrato Margiotta (al posto dell’infortunato Schwoch) che, imbeccato perfettamente in area dal lancio di Jeda, si coordinata bene e, in mezza girata, lascia partire una conclusione di forza sui cui è ancora una volta bravissimo Gillet a respingere d’istinto.
Un brivido anche per Sterchele sul colpo di testa di La Fortezza, con pallone sul fondo: e "Super Gino" si ripete subito dopo di piedi anticipando in uscita D’Agostino.
La pressione del Bari, di minuto in minuto, si fa sempre più insistente e sfocia alla mezz’ora in un episodio a lungo contestato: Faisca commette fallo in area su Anaclerio, considerato però in posizione di fuorigioco dai biancorossi, ma non per l’arbitro e il suo assistente, letteralmente assediato dai giocatori di casa, che comunque non riescono a fargli cambiare idea. Calcio di rigore, di cui si incarica Cordova: pallone da una parte, portiere dall’altra e 1 a 1.
Non, però, per Dondarini, che fa ripetere il penalty: causa area affollata (almeno tre baresi); all’esecuzione si porta ancora lo stesso giocatore, che questa volta tenta il tocco morbido, direttamente tra le braccia di Sterchele.
Il sospiro di sollievo per aver evitato il pareggio si spegne immediatamente nella bordata dalla distanza di Valdes, che sigla questa volta per davvero il nulla di fatto..
Ci provano, poi, dalla distanza Margiotta da una parte e Mora dall’altra: va al tiro da fuori anche Bernardini, la cui staffilata sorvola la traversa.
Quasi allo scadere è Sterchele a salvare il risultato di piede sulla conclusione a botta sicura da due passi di Anaclerio.
Nei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara non succede il… miracolo: Margiotta calcia sul fondo il cross dalla sinistra di un inesauribile Marcolini, quindi un minuto dopo il suo rasoterra di potenza termina a fil di palo.
E’ l’ultima emozione prima del triplice fischio di chiusura: premio come miglior giocatore a Michele Marcolini.
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COMMENTO – di GIANMAURO ANNI
Si arriva alla fine delle cinque partite, quattro in casa, che dovevano dirci che roba è il Vicenza stagione 2002/2003 e chi è Mandorlini, la scommessa che viene dalla serie C e che i più "cattivi" tra i critici ritengono sia stato ingaggiato per avere la certezza, il prossimo anno (in… C), di arrivare almeno agli spareggi come ha fatto nelle sue ultime stagioni.
Che roba è il Vicenza? Non si capisce ancora, anche se per la verità quando gioca palla a terra (ma si era già visto, soprattutto in coppa Italia, a Venezia e poi con il Parma) ha fatto vedere qualche progresso in quel fraseggio negli spazi stretti che è tra le convinzioni acclarate dell’allenatore.
Chi sia Mandorlini invece oggi è chiaro: soprattutto un "cocciuto" perché anche in questa circostanza antepone ai punti da conquistare le sue ragioni. E quando uno preferisce dimostrare di… aver ragione è bravo solo se… vengono anche i punti. Il che non è: cinque punti in altrettante partite, quattro in casa, è roba da retrocessione filata!
Noi la nostra l’abbiamo detta ed abbiamo fatto il nostro dovere.
Facciano pure i manager del Vicenza quel che vogliono, esorcizzino un giorno la presenza della macchinetta salva feriti che appare e scompare, un altro il posto su cui posano le chiappe in tribuna, un altro ancora decidano che… "porta fortuna" questo o quello (e i più ascoltati siano come al solito gli indovini, sedicenti medici per ogni malanno), stabiliscano il "valore aggiunto" dello stare in piedi a bordo campo o incrociare le dita, determinino all’unanimità o a maggioranza, fa lo stesso, se il golf sia davvero lo sport che più si addice ad esaltare l’immagine delle virtù pedatorie della squadra. Francamente: se questo è il "quadro", l’ambiente, la "cornice", l’allenatore, non conta poi moltissimo: se anche lui è convinto che un paio di giocatori siano in realtà dei… portafortuna, perché negargli questa insoddisfacente soddisfazione.
Il Vicenza che affronta il Bari è di nuovo una scommessa, forse forzata per l’ indisponibilità a tutto servizio di Cristallini (ma perché allora va in panchina?) che schiera Zanetti di nuovo centrale basso, ma manda sull’esterno rispettivamente a destra e a sinistra Bernardini e Marcolini (che sono due… centrali), mentre tiene alto Zanchetta (che è, o almeno… era, un’ esterno) a supporto di Schwoch, prima punta, e di Jeda (rifinitore, percussore, seconda punta: un po’ di tutto).
La scommessa funziona quando si tratta di attaccare: palla a terra, scambi stretti e veloci che portano nei primi 45’ alla situazione-gol nell’ordine Zanchetta, Schwoch, Marcolini e Jeda. Ma qualche accenno di contropiede, soprattutto quando Bellavista o Mora decidono di presentarsi a sostegno sulle fasce, mette nella consueta e clamorosa evidenza le difficoltà della difesa, costretta ad aprirsi al centro per andare a "chiudere" a destra o a sinistra. Anche se Marcolini (soprattutto) e Bernardini si prodigano nel tamponare le possibili falle già a metà campo.
La ripresa si apre con musica… celestiale. Jeda di tacco, Marcolini sulla sinistra di prepotenza e Gillet, che sino a quel momento aveva parato tutto, capitola. Adesso il copione cambia, anche perché si infortuna Rivalta. Entra Fissore (ed ha subito un’occasione per raddoppiare) mentre il Bari si lecca le ferite e rischia di capitolare ancora su un tiro fuori di Marcolini e uno parato miracolosamente a Margiotta, appena subentrato a Schowch (altro infortunio).
Con Valdes al posto di Palmieri e soprattutto con Collauto che sostituisce Bellavista, il pragmatico Perotti cerca di allungare la difesa dei biancorossi che a centrocampo perdono un’infinità di palloni con Zanchetta, stretto tra il nuovo entrato e il suo vecchio controllore La Fortezza. Così una squadra che nel primo tempo aveva tirato una sola volta diventa un incubo e davanti a Sterchele comincia la solita sagra degli indemoniati, tali sembrano gli avversari nello spingere e i vicentini nel farsi… spingere, aggirare, essere indotti all’errore.
Logica vorrebbe che uscisse Zanchetta, in evidentissima crisi cui cerca di supplire defilandosi sull’ out, mentre Marcolini si presta a supplire con una posizione più centrale. Si dovrebbe far entrare Dal Canto (e sapete quanto chi scrive consideri quest’ ipotesi ad… altissimo rischio), spostare Fissore a sinistra (è il suo ruolo) e farlo "coprire" una decina di metri più avanti da Tamburini sull’out sinistro, consentendo a Marcolini e Bernardini di fare muraglia centrale nei dintorni di Zanetti, per la seconda domenica consecutiva in grave difficoltà con il trascorrere dei minuti.
Invece niente: fuori Jeda e dentro Semioli per un’ ulteriore scommessa… avanzata sul lato destro. A sinistra Marcolini richiamato d’autorità sull’out a sfiancarsi. In pochi minuti il Bari rovescia situazione e rapporti di forza in campo: Perotti non è micco, tesse la sua ragnatela attorno al punto debole del centrocampo biancorosso e anche gli altri vanno in tilt. Prima c’è un rigore più in collaborazione tra arbitro e guardalinee che tra Faisca (il quale comunque il vizietto del tira-maglia e della spinta ce l'ha) e Anaclerio. Lo neutralizzano una prima volta il suo autore principale (l’arbitro, che fa ripetere il tiro) e poi lo stesso Cordova che cerca per il pallone un beffardo pallonetto, ma trova solo le braccia di uno Sterchele persino stupefatto da cotanto regalo.
Ma il più generoso è sempre il Vicenza, con il suo costante affanno: nel burro di una… magint che non esiste il fendente del pari di Valdes non sorprende nessuno (forse un po’ soltanto Sterchele).
Il resto non conta: venti minuti in cui il Vicenza conclude soprattutto dalla distanza, mentre il Bari esalta super Gino Sterchele che si oppone come può, anche di piede, alle dilaganti folate baresi che non trovano resistenza se non per deviazioni casuali o, appunto, in Sterchele.
Alla fine Sagramola, il solo portavoce della società e della squadra, dice che il pari è il risultato giusto. D’accordo. Ma il problema è un altro: se non si batte il Bari dopo essere stati in vantaggio, e in casa, dove si va a finire?
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PAGELLE di GIANMAURO ANNI
Questa volta concordiamo perfettamente con gli esperti della… Fiat Fergia che il consueto premio del migliore in campo lo danno a Marcolini. Un 9, che poteva anche essere un 10 se il finale non lo avesse visto sfiancato e addirittura preda dei crampi. Inevitabili quando in una squadra c’è chi lavora per sé e chi… corre per tre. Seconda piazza a super Gino Sterchele (8): a parer nostro non ha colpa sul gol (tiro da lontano che passa in mezzo ai difensori), non è tranquillo (e chi potrebbe sapendo di essere una… seconda scelta che gioca per forza!), ma salva la partita in un paio di occasioni ed è il solo a conservare una qualche lucidità in altrettante situazioni di confusione totale. Viene poi Schwoch (7), generoso anche nei rientri (e l’infortunio se lo procura per una spallata assassina ricevuta nella propria metà campo) a pari merito con Jeda che arriva al 7 per l’assist con cui in avvio di gara ha servito a Marcolini la palla del gol biancorosso. Sufficienza per Bernardini (6) nell’inedito ruolo di esterno, ma anche per Rivalta (6) che commette meno errori di altre volte su quella fascia destra che continua ad attendere Maggio. Non in grandissima giornata Faisca (5) alle cui lacune rimedia spesso un Bordin abbastanza puntuale in area, ma come sempre "pericoloso" (per sé e i compagni: il voto quindi è 5) quando si spinge in avanti a far da torre o sponda su corner e punizioni. Prima o poi finirà per facilitare la segnatura un gol, ma fino ad allora? Tamburini e solito discorso: se spinge in avanti è molto utile, se deve solo difendere (5) è in gravi difficoltà. Difficoltà che non ha saputa superare Fissore (3) e che hanno riguardato pesantemente almeno per tutta la mezzora finale anche Zanetti (4), che in realtà in precedenza si era ben comportato, dimostrando che quel ruolo davanti alla difesa è suo (ma l’autonomia per il momento è di un’ora circa: o si trovano equilibri diversi nella distribuzione della fatica, oppure il giovanotto va sostituito allo scadere dei sessanta minuti, la sua attuale autonomia). Il peggiore? La maglia nera tocca a Zanchetta (2) per le tantissime palle perse e i passaggi sbagliati. Tutto lo stadio urla "cambia" a Mandorlini, ma il tecnico (3) del Vicenza è uno che, invece, ha la… fissa!
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STERCHELE PARA IL SECONDO RIGORE DI CORDOVA.
MARCOLINI MIGLIORE IN CAMPO ANCHE SECONDO SPORTquotidiano |
ESCLUSIVA – La
Terza Categoria in rete dalle 21 della domenicaARCHIVIO DELLA STAGIONE IN CORSO
ARCHIVIO SERIE B – Tutte le partite al Menti della stagione 2001/2002
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