La partita (al Menti) in rete è un’esclusiva di

SPORTquotidiano

Testi esclusivi di GIANMAURO ANNI e PAOLA AMBROSETTI

Fotografie esclusive di LAURA ANNI

Tutto il materiale è liberamente utilizzabile citando la fonte: SPORTquotidiano - Vicenza

 CRONACACOMMENTO - PAGELLE

 

VICENZA-MESSINA 2-1

 

 

 

 

 

 

CRONACA di PAOLA AMBROSETTI

 

 Vicenza - Messina 2 - 1

Marcatori: 27' Amauri, 78' Marcolini, 93' Margiotta

VICENZA - Avramov, Fissore, Rivalta, Faisca, Tamburini (46' Semioli), Bernardini (60' Colacone), Zanetti, Marcolini, Zanchetta, Jeda (78' Veronese), Margiotta. A disposizione: Campagnolo, Rostirolla, Maggio e Rigoni. Allenatore: Andrea Mandorlini

MESSINA - Cesaretti, Porta-nova, Bellucci, Giacobbo, A-metrano, Said, Coppola, Iannuzzi, Amauri (70' Vicari), Zampagna, , Docente (38' Zoro). A disposizione: Giambruno, Princivalli, Maietta, Silvestri e Gutierrez. Allenatore: Francesco Oddo

Arbitro: Gabriele di Frosinone (assistenti: Lanciano e Toscano; quarto uomo: Carretta)

Note: espulso al 35' Bellucci (chiara occasione da rete). Ammoniti Zanetti, Fissore, Iannuzzi (gioco falloso) Tre minuti di recupero nel primo tempo e quattro nel secondo.

 

Il Vicenza "brutto" di Trieste non torna a brillare sotto i riflettori dell’anticipo televisivo, ma come cinque giorni fa riesce sempre con bomber Margiotta, a tempo scaduto, a segnare un gol pesantissimo, che questa volta vale i tre punti e il provvisorio terzo posto in classifica a quota 43 alle spalle di Sampdoria, Siena ed Ancona.

Una rete che fa esplodere una gioia irrefrenabile, con abbracci tra i protagonisti (prima Mandorlini e Castagnini, poi Margiotta e lo stesso allenatore)e qualche diverbio con gli avversari (su tutti un nervoso Zoro), che per trequarti dell’incontro avevano cullato il sogno di espugnare il Menti.

Il tutto in virtù del vantaggio segnato da Amauri e a fronte di un Vicenza che, privo del suo bomber Stefan Schwoch oltre che di Bordin e Guastalvino in difesa e con uno Zanetti irriconoscibile a centrocampo, per lunghi tratti non ha saputo trovare il bandolo della matassa e, quando ci è riuscito, ha trovato sulla sua strada il portiere Cesaretti, bravo a parare anche un calcio di rigore a Margiotta, che da solo ha tenuto su il peso dell’attacco prima che Semioli, entrato nella ripresa, gli desse man forte con i suoi guizzi e accelerazioni.

Ma andiamo con ordine. La prima conclusione al 4' è di Zanchetta dal vertice dell’area grande, ma sorvola abbondantemente la traversa. Risponde il Messina con un diagonale appena dentro l’area di Zampagna, deviato in calcio d’angolo, la cui battuta però non dà frutti. Passano dieci minuti e il Vicenza costruisce un’altra palla-gol: calcio d’angolo di Zanchetta per il colpo di testa di Tamburini, che gira bene senza inquadrare però lo specchio della porta. Immediata la replica, affida ancora a Zampagna, che elude la marcatura di due biancorossi e fa partire in torsione una conclusione alta non di molto.

Continua il botta e risposta tra le due contendenti con una mischia che si accende nell’area siciliana e colpo di testa di Jeda a pochi metri dalla porta, con il pallone che "balla" davanti a Cesaretti prima di essere rinviato.

Ancora Jeda al 25' prova il rasoterra da fuori: para a terra con presa sicura l’estremo difensore ospite. Invece del vantaggio del Vicenza arriva il gol del Messina: cross dalla destra, buco della difesa di casa, pallone che arriva ad Amauri, il quale non ci pensa su e lascia partire una rasoiata che non dà scampo ad Avramov.

Sul capovolgimeno di fronte potrebbe arrivare immediato il pareggio vicentino: Margiotta fa tutto bene, controllo e diagonale, che però fa la barba al palo spegnendo in gola l’urlo dei tifosi. Ci prova allora Zanchetta da fuori e poi è Jeda a mandare alle stelle praticamente dal dischetto del rigore.

Al 35' Jeda lanciato a rete viene atterrato senza complimenti da Bellucci: l’arbitro Gabriele non ha esitazioni ed estrae il cartellino rosso. In vantaggio di un uomo il Vicenza prova ad accelerare i tempi prendendo d’assedio la difesa avversaria. Così sulla botta di Zanchetta respinge alla grande di pugno Cesaretti, quindi Margiotta non riesce ad addomesticare il pallone che viene deviato in corner. Quindi, è ancora l’ex bomber dell’Udinese ad involarsi verso la rete, ma questa volta perde il tempo ben contrastato dal neo entrato Zoro, che Oddo ha inserito al posto di un attaccante, Docente, per ridare equilibrio alla sua squadra. Fino all’intervallo non succede più nulla se non un altro colpo di testa di Margiotta parato in presa alta senza nessuna difficoltà.

La ripresa si apre con Semioli al posto di Tamburini e una percussione di Jeda, che invece di crossare vuol fare tutto da solo, compresa la conclusione, che però termina sul fondo.

Il Vicenza insiste con Jeda, che fa velo per Margiotta, anticipato però dall’uscita di Cesaretti. Dall’altra parte è ancora una volta Zampagna ad avere il guizzo vincente: in due tempi riesce a neutralizzare Avramov.

La replica è affidata ad una punizione conquistata dal limite dell’area da Jeda: Bernardini tocca per Marcolini, il cui rasoterra in corsa termina sul fondo non di molto. Non ha miglior esito subito dopo il tentativo di Margiotta.

Mandorlini cerca di dare ancora maggior spinta ai suoi inserendo Colacone al posto di Bernardini. Immediata la risposta, che potrebbe regalare il pareggio: Zanchetta viene steso in area da Cesaretti. Calcio di rigore netto: sul dischetto si presenta Margiotta, che però, seppur di potenza, calcia centralmente tra i piedi del portiere messinese. Niente di fatto mentre in tribuna iniziano a serpeggiare i primi mugugni insieme con il timore che si tratti di una partita stregata per i biancorossi.

Alla mezz’ora punizione a schema, con palombella di Zanchetta per la testa di Colacone: Cesaretti, preso poi di mira dagli ultras della sud, para. Ed è proprio da un calcio piazzato che nasce il pareggio, che porta la firma di Marcolini, sempre più uomo-decisivo nelle situazioni difficili e tre volte a segno nelle ultime quattro gare (ndr. sesto centro in campionato per lui), che calcia a sorpresa mentre si stava ancora discutendo. 1 a 1, corsa impazzita sotto la tribuna mentre finalmente si leva il grido "vincere". Ci prova allora Zanchetta (rasoterra sul fondo) mentre è entrato in campo anche Veronese per uno spento Jeda, che ha avuto però il merito di procurarsi il fallo da cui è nato il pareggio. Intanto, continua la manfrina dei giocatori siciliani, che ad ogni occasione cercano di perdere tempo, con ritardi e uomini spesso e volentieri a terra.

Anche perché sono soltanto quattro i minuti di recupero assegnati. E così, a 90' oltrepassato, quando il pareggio sembra essere già scritto, arriva la rete che fa esplodere lo stadio. Fa tutto Margiotta, che prima si procura un calcio d’angolo su una sua conclusione deviata in extremis da un difensore, quindi sulla battuta vola di testa a spingere in rete quel pallone che, fino ad una decina di minuti prima, sembrava non volerne proprio sapere di entrare in porta.

2 a 1, ultimo corner per il Messina senza esito e poi è festa tra lo scoramento dei giocatori siciliani. Il Vicenza, invece, dopo tre turni torna al successo aspettando ora la doppia trasferta di Palermo e Napoli e, poi, il derby con il Verona. Intanto, è Marcolini ad essere premiato come il miglior giocatore dell’incontro da Lino Diquigiovanni.

 

Paola Ambrosetti

 

 

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COMMENTO – di GIANMAURO ANNI

 

Quando nel giro di sei giorni si ricuperano due partite esattamente un minuto prima che l'arbitro fischi la fine non c'è dubbio: il Vicenza ha un... cuore grande così (il gesto fatelo voi)! Se poi l'uomo del destino si chiama Margiotta tutto è un po' più chiaro: ecco perchè porta quei mutandoni lunghi e larghi, servono a coprire, appunto, il... cuore.

La mettiamo un po' sul ridere anche se Vicenza-Messina ha rischiato a lungo di essere un affare terribilmente serio, addirittura "nefasto" per adoperare un termine recentemente usato dal premier Berlusconi, ieri a Vicenza (ma non allo stadio) per il matrimonio del sindaco Hullweck (auguri!).

Il fatto è che il calcio è una somma di misteri, così capita che a Trieste quando tutti se la sono, per così dire, ormai messa via, un lancio dalle retrovie che non ha nulla a che vedere con gli schemi (mai visti neppure quelli) consenta a Margiotta di inventarsi un lampo di genio sulla scelleratezza del portiere in avventurosa uscita sino al limite dell' area. E quella che pareva una sacrosanta e meritata scontitta diventa un pari. Un punto anzichè zero.

Con il Messina che Oddo schiera a tre punte un po' per finta ("facitte a faccia feroce") e un po' sul serio (Amauri, Zampagna e Docente sono bravi e svelti per davvero) il Vicenza appare tremebondo in avvio con una punta sola e il quadrilatero composto dalle coppie Marcolini-Bernardini (dietro) e Zanchetta-Jeda (davanti) che fatica ad aprirsi a fisarmonica come probabilmente il tecnico ha pensato che dovesse fare. In più a proteggere la difesa c'è uno Zanetti in serata sciagurata, così quando il Messina si trova inopinatamente in vantaggio (il gol per la verità è bello) torna l'incubo Trieste: vuoi vedere che adesso la squadra si impappina e non cava un ragno dal buco?

Per la verità, invece, Margiotta ci prova subito ed anche Jeda che costringe Bellucci al fallo su una fuga che si prospetta solitaria: Gabriele stabilisce che si tratta di chiara occasione da rete, "rosso" e il Messina rimane in dieci. Giochi fatti e facile rimonta? Nemmeno per sogno, perchè adesso gli ospiti rinunciano ad ogni velleità e fanno muro.

Oggettivamente: difficile giocar bene in quelle condizioni. Altrettanto oggettivamente: il gioco del Vicenza non si vede mai o quasi e tutto appare il frutto di iniziative sporadiche, che si sviluppano ora qua e ora là ma trovano sempre un Cesaretti insuperabile.

Per farla breve: la musica non cambia nemmeno nella ripresa, con errori che si aggiungono alla buona prestazione difensiva del Messina. Il più clamoroso è di Margiotta, che fallisce dal dischetto del rigore, sicchè per quanto cuore ci metta (quello vero, che batte dentro il petto) il Vicenza sembra di fronte a una di quelle partite per cui i giornali titoleranno come "stregate".

Stregate un corno! Perchè i biancorossi prima trovano il "mago" Marcolini che uccella tutti (Zanchetta compreso con cui quasi si scontra per mettere la palla in rete) su una punizione dal limite battuta in velocità e a sorpresa e poi pescano il jolly con un cross dalla destra su cui va ad inzuccare proprio lui, ancora il... Margiottone, che poi si mette a piangere dalla gioia di aver segnato e dal nervoso di non esserci riuscito prima.

In fondo il risultato è giusto. Vero è che il Vicenza ha molto sbagliato, ma vero anche che ci ha messo l'anima, sostenuto da un tifo tornato (nonostante la... disaffezione del centro di coordinamento) quello tipico del menti, un vero e proprio dodicesimo uomo. Il Messina ha tirato i remi in barca troppo presto, rietenendo che bastasse far scorrere il tempo per uscire indenne dal Menti. E' stato il suo demerito principale, sottolineato dal coro finale "buffoni, buffoni" dedicato agli ostruzionismi messi in atto da Cesaretti e compagnia.

Ai biancorossi solo applausi. Segno che il calcio (ma la capiremo mai questa verità che la gente capisce in un attimo?) non è bello quando è bello ma quando... si vince. Tre punti in tasca sono un bel bottino alla vigilia di una domenica in cui, ad esempio, Ancona e Siena non potranno vincere in due per il semplice fatto che si incontrano tra loro. Allora bentornato nei quartieri alti, Vicenza!

Gianmauro Anni

 

P.S. Dimenticavamo: questa squadra ci pare andar meglio, dal punto di vista dei risultati, quando adotta lo schema, per dirla alla Ulivieri, alla C.D.C. Continui pure così, a noi dà meno fastidio il gioco alla C.D.C. che quella ragnatela di passaggi che dovrebbero costituire il frutto degli studi settimanali sulle tattiche "vincenti".

  

 

 

 

 

 

 

 

 

PAGELLE di GIANMAURO ANNI

10 al pubblico che fa a lungo la sua parte, da dodicesimo uomo, sia quando c’è da incitare che quando si deve fischiare l’atteggiamento ostruzionistico del Messina (in questo senso la peggior squadra vista al Menti quest’anno). Il 9 va invece a Margiotta: nonostante il rigore e altri errori: ha fatto reparto da solo per tutto il secondo tempo! Bene anche lo Jeda della prima frazione (8) e buono l'apporto a centrocampo del solito Marcolini (8) anche in gol e di grande astuzia. Poi Semioli (7) che entra nel secondo tempo al posto di Tamburini e sulla corsia di destra sta largo (finalmente!) per spedire al centro una buona quantità di palloni giocabili. Non si vedono Colacone e Veronese (s.v.) e il contributo di Zanchetta (5) è modesto, appena appena influenzato dal rigore che va a cercarsi su Cesaretti in uscita disperata. . Sufficiente la prova di Bernardini (6) mentre è disastroso Zanetti (2) che non la vede proprio mai. Appena un gradino più sopra Fissore (3) anche lui spesso in stato confusionale. Meno brillante del solito pure Faisca (5) sicchè della difesa i migliori sono Rivalta (6) nonostante qualche errore anche dalla sua parte e Tamburini (6) che prova anche a spingere in avanti. Avramov (5) non ha colpe sul gol, ma combina un pasticcio al limite dell’area tipo quello che alla Triestina una settimana fa era costato il gol. Da rivedere. 

 

ESCLUSIVA – La Terza Categoria in rete dalle 21 della domenica

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ARCHIVIO SERIE B – Tutte le partite al Menti della stagione 2001/2002

 

 

 

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