La partita (al Menti) in rete è un’esclusiva di

SPORTquotidiano

Testi esclusivi di GIANMAURO ANNI e PAOLA AMBROSETTI

Fotografie esclusive di LAURA ANNI

Tutto il materiale è liberamente utilizzabile citando la fonte: SPORTquotidiano - Vicenza

 CRONACACOMMENTO - PAGELLE

 

 

CRONACA -

Di PAOLA AMBROSETTI

Vicenza – Lecce 1-1

Marcatori: 62’ Vucinic, 75’ Semioli

VICENZA – Avramov, Rivalta, Bordin, Faisca, Tamburini (64’ Margiotta), Cristallini (60’ Semioli), Bernardini, Marcolini, Zanchetta (85’ Zanetti), Jeda, Schwoch. A disposizione: Campagnolo, Guastalvino, Veronese e Colacone. Allenatore: Andrea Mandorlini

LECCE – Rossi, Cirillo, Silvestri, Stovini, Abruzzese, Tonetto, Donadel, Piangerelli, Giacomazzi, Camorani (80’ Ledesma), Chevanton (50’ Vucinic). A disposizione: Poleksic, Laspalles, Bovo, Osorio e Di Vicino. Allenatore: Delio Rossi

Arbitro: Bolognino di Milano (assistenti: Russo e Cuttica; quarto uomo: Lion)

Note: Serata non fredda, ma ventilata. Ammoniti: Cristallini, Giacomazzi, Zanchetta, Faisca, Piangerelli (gioco falloso), Vucinic (fallo di mano). Un minuto di recupero nel primo tempo

 

Vicenza subito in avanti: cross dalla sinistra di Zanchetta al centro dell’area per la testa di Schwoch: para senza difficoltà Rossi la conclusione centrale. Risponde il Lecce con una discesa di Tonetto, che va via a Rivalta: ci mette una pezza in recupero Faisca. Altro capovolgimento di fronte e dopo un’azione di Schwoch ci prova dalla distanza Bernardini: sul fondo. Si libera, quindi, in area Zanchetta, che però calcia sul difensore Cirillo.

I biancorossi insistono affidandosi alle conclusioni da fuori dei centrocampisti (Marcolini), agli assolo di Schwoch in duello con l’ex Stovini oppure agli inserimenti di Zanchetta.

Al 20’l’azione forse più pericolosa: cross dalla destra di Cristallini per Schwoch, pallone respinto dalla difesa che arriva a Jeda, il cui diagonale termina però sul fondo.

Alla mezz’ora un brivido corre anche sulla schiena di Avramov quando il colpo di testa di Chevanton termina di poco sopra la traversa con Rivalta e Bordin ancora una volta in difficoltà nel tenere a freno i diretti avversari.

Senza pretese, invece, la conclusione dalla distanza di Cirillo come pure il rasoterra di Chevanton.

Ci deve mettere tutta la sua bravura Rossi per deviare il diagonale destinato all’incrocio dei pali fatto partire da Schwoch, decentratosi questa volta a sinistra. Allo scadere del tempo un tiro di Marcolini fa la barba al palo, deviato dal portiere ospite, ma non per l’assistente di destra.

Inizia la ripresa senza cambiamenti nei due schieramenti, ma con i biancorossi più decisi nel cercare quel successo che vorrebbe dire sorpasso.

Bello l’assist di Zanchetta, che offre un buon pallone in area a Schwoch, il quale questa volta controlla male la sfera, che si perde sul fondo. Dopo che nel Lecce ha fatto il suo ingresso in campo Vucinic al posto di Chevanton è il Vicenza ad andare vicinissimo al vantaggio: Schwoch si fa metà campo prima di lasciar partire un diagonale rasoterra che incoccia nel palo più lontano e, invece, di varcare la linea bianca, termina nelle braccia di Rossi, che può tirare un sospiro di sollievo come, poco dopo, sulla conclusione di Zanchetta (alta sulla traversa).

E Avramov, però, a compiere il miracolo sul colpo di testa a botta sicura di Abruzzese su azione di calcio d’angolo.

Non gli riesce, invece, la parata sul diagonale di Vucinin, lasciato inspiegabilmente solo. 0 a 1 e partita che si mette tutta in salita per i biancorossi, che fin qui hanno condotto il gioco.

Immediata, comunque, la possibilità del pareggio, che capita sui piedi del neo-entrato Semioli, il quale però calcia troppo debolmente. Alto, invece, il colpo di testa di Margiotta, inserito al posto di Tamburini, sul cross dalla destra di Semioli. Inizia l’assedio alla porta di Rossi. Ed è ancora Margiotta ad andare vicinissimo al gol con un diagonale che Rossi devia in calcio d’angolo dalla cui battuta arriva il meritato 1 a 1: nella mischia in area è Semioli a trovare la deviazione vincente. S’infiamma lo stadio e al grido di "vincere" il Vicenza prova il sorpasso.

Sul fondo il rasoterra da circa venti metri di Jeda, in corner la conclusione di Marcolini da fuori area, Schwoch sbaglia ad un metro sulla porta la deviazione sul perfetto assist di Jeda, para quindi sulla linea Rossi il colpo di testa di Margiotta. Il Vicenza prova il tutto e per tutto e solo davanti alla porta Jeda sbaglia clamorosamente il 2 a 1 calciando una botta sul fondo. Sul capovolgimento di fronte Vucinin tira sul fondo: sono gli ultimi fuochi perché l’arbitro Bolognino fischia la fine.

 

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PAGELLE e COMMENTO di GIANMAURO ANNI

Pagelle e commento a… reti unificate. Lo richiedono anche le partite, tornate al sabato sera, giornata e orario che vanno benissimo se vanno bene le… squadre. Come è del tutto ovvio: si giocasse di lunedì mattina uno spareggio per la B la gente troverebbe, eccome, tempo e modo per intervenire. Il fatto è che non si può fare tutto l’anno.

Ad ogni modo: spettacolo affascinante uno stadio strapieno. Mandorlini ha promesso che vincerà la sua prima partita che conta (ma della… vita, mica di questo campionato soltanto) e il Vicenza che manda in campo è proprio il suo, quello che gioca stretto stretto in avanti per valorizzare le doti del signor… Zappetta nonché la incursioni veloci di Jeda, il solo brasiliano al mondo con qualche difficoltà nel controllo di palla. Delio Rossi risponde che non gliene frega nulla e attorno alle tre punte (si fa per dire) del Vicenza schiera in abbraccio stretto quattro difensori, che nell’ordine da sinistra a destra sono Abruzzese, Silvestri, Stovini e Cirillo. Il rombo (stretto) di Mandorlini si costruisce sugli altri tre vertici con Cristallini e Mandorlini a centrocampo (un po’ strettini, ovvio) e Bernardini arretrato. Dietro la difesa è sostanzialmente a tre (Rivalta, Bordin e Faisca), perché Tamburini ha (giusta) libertà di incursore sulla fascia sinistra.

Può funzionare? Ma sì che può (su una cosa Mandorlini ha ragione certa: tutti i moduli sono buoni, ma non si capisce allora perché insista tanto sul suo…) e in buona sostanza nel primo tempo il Vicenza va dieci volte alla conclusione. In realtà sono solo quattro nello specchio perché il bunker leccese funziona e funziona pure il contropiede perché va alla conclusione cinque volte e in un caso, con Chevanton, anche in modo pericoloso

 Numeri non sensazioni (e solo quelle… giuste per carità): il Vicenza ha chiuso il tempo con un piccolo vantaggio ai punti. Nella ripresa Delio Rossi (in tribuna il suo amicone Zaccheroni) azzecca la mossa. Fuori Chevanton, pericoloso ma troppo litigioso e poco in forma, e dentro Vucinic, più lungo e più concreto. Il Vicenza nel frattempo ha già concluso altre quattro volte, una sola in porta e pericolosa., con Schwoch, che si è fatto in dribbling tutto il campo da solo, alla faccia degli… schemi.

Il Vicenza corre un grosso rischio su colpo di testa di Abruzzese (Avramov d’istinto) e dimostra quanto fragili siano i suoi equilibri centrocampo difesa tre minuti dopo l’ingresso di Semioli al posto di Cristallini, all’evidente scopo di allargare il gioco e dargli ulteriore profondità. E’ proprio sulla destra che si sviluppa l’azione che consente a Vucinic di bersi i superstiti della difesa (nell’occasione più reduci che combattenti) e segnare il gol del vantaggio giallorosso. Immeritato ma gol.

Il Vicenza adesso deve fare sul serio, al diavolo le disposizioni tattiche e gli insegnamenti delle partitelle del giovedì. Allora difesa dichiaratamente a tre e fuori Tamburini per Margiotta.. In meno di mezzora i biancorossi a trazione anteriore vanno alla conclusione altre dieci volte e tirano in porta, costruiscono anzi azioni gol, persino quando Zanchetta affaticato e colpito duro lascia il suo posto a Zanetti. Arriva il pari ma non il successo.

Di nuovo numeri? Eccoli: 24 conclusioni del Vicenza contro 8 del Lecce. Non c’è paragone.

Le pagelle? Avete ragione voi, ma abbiamo ragione anche noi perché le abbiamo lasciate alla fine apposta. Tutti meritano un voto "politico" e non inferiore al 7, panchina compresa che il suo "ravvedimento operoso" lo fa a tempo giusto ma ha la sfortuna di incassare il gol prima ancora che il nuovo assetto cominci a funzionare. Merita di più il solito Schwoch, visto spesso venire sino a centrocampo per raccattare palloni (a vantaggio di Jeda e Zanchetta? Ma dai!). Anche la gente ha capito che questi ragazzi hanno dato tutto e applaude nonostante la serie A sembri andarsene lontana. "Sembra" perché in realtà ci sono ancora nove punti in palio e domenica Lecce e Ancona non possono vincere entrambe, mentre un Cagliari (magari) demotivato si può battere. La condizione? Sempre la solita: almeno tre difensori veri in campo (non sono tali Tamburini e Bordin), almeno tre centrocampisti di sostanza, almeno un esterno offensivo (se è a destra Semioli, se è a sinistra Tamburini), almeno due punte vere (nessun dubbio: Schwoch e Margiotta assieme). Fanno dieci, con Avramov. Per l’undicesimo si faccia pure a piacere scegliendo tra i vari Jeda, Zanchetta, Bordin, Maggio, Zanetti, Colacone, Veronese e ci mettiamo pure Gonzales e qualsivoglia altro proveniente anche dalla primavera, a seconda delle circostanze o delle intenzioni. Non assomiglia al "modulo" del Vicenza edizione 2003? Certo che no, perché non sarà magari un modulo "vincente" (cosa?) ma è certamente un modulo "non perdente". E il Vicenza del girone di ritorno, quello "vincente" riformulato dopo lo sciagurato e pavoneggiante quarto di finale di coppa con la Roma, di sconfitte invece ne ha subite cinque. Fate un po’ voi e dite chiaramente quel che pensate a chi vi parlerà di campionato buttato per le "vittorie perdute". Balle: a portare il Vicenza lontano dall’obiettivo sono state le "sconfitte non evitate": toglietene tre (Ancona e Sampdoria e una a caso tra Palermo, Napoli e Catania) e poi diteci con quali altre prospettive il Vicenza questi ultimi tre incontri.

(g.a.)

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