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Un’esclusiva di SPORTquotidiano La partita del Vicenza in rete Le foto di LAURA ANNI La cronaca di PAOLA AMBROSETTI Commento e pagelle di GIANMAURO ANNI |
VICENZA – ATALANTA 0-1 |
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Vicenza – Atalanta MARCATORE: Gonnella 50’ VICENZA – Avramov, Rivalta (80’ Baggio), Paganin, Faisca, Vitiello, Padoin (65’ Tamburini), Biondini, Moscardi (70’ Rigoni), Rantier, Jeda, De Martin. A disposizione: Sterchele, Guastalvino, Morini, Bonanni. Allenatore: Giuseppe Iachini ATALANTA – Taibi, Innocenti, Gonnella. Lorenzi, Smit, Zenoni, Bernardini, Marcolini (60’ Montolivo), Gautieri, Pinardi (72’ Mingazzini), Budan (92’ Comandini). A disposizione: Calderoni, Sarr, Vugrinec, Pazzini. Arbitro: Rodomonti di Teramo. Collaboratori Ricci e Gini. Quarto uomo Gervasoni. Note: pomeriggio di sole, nel secondo tempo luce artificiale. Ammoniti per gioco falloso Zenoni (Rantier), Moscardi (Gautieri), Innocenti (Rantier), Montolivo (Tamburini). Per comportamento non regolamentare Gautieri. Espulsione diretta di Mingazzini per fallo da dietro su Tamburini. |
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Ruggero Garbinelli con Paola Ambrosetti |
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CRONACA di PAOLA AMBROSETTI Per questa partita il contributo di Paola Ambrosetti è il commento unito all’intervista all’allenatore ospite di SPORT, Ruggero Garbinelli, (Set Dueville, categoria allievi) Ruggero Garbinelli,
40 anni, vicentino di Dueville, ha alle spalle un passato come
calciatore, cresciuto nel settore giovanile della società del paese per
arrivare fino in prima squadra. Poi ha gironzolato un po’ nelle squadre dilettantistiche
della provincia fino ad arrivare,
come massimo traguardo, in Prima categoria, oltre ad aver vinto un campionato
di Seconda categoria proprio con il
Dueville. Ex attaccante, in carriera ha sempre segnatoparecchio, con
il record assoluto di 5 gol in una partita giocata a Zugliano. Poi, a 36 anni
la decisione di appendere le scarpette al chiodo (“Non si ha più la forza di
un ventenne) e di iniziare una nuova avventura in panchina. “L’ultimo anno in cui giocavo a Novoledo – ci racconta il
tecnico – allenavo anche la formazione dei giovanissimi”. Da due stagioni è tornato a… casa: l’anno scorso ha
allenato gli juniores (piazzamento finale di metà classifica) e quest’anno è
passato agli allievi. “Abbiamo iniziato un po’ al rallentatore – si spiega -
Adesso però stiamo facendo bene. Ho a disposizione un buon gruppo, composto
prevalentemente da giocatori al primo anno nella categoria ad eccezione di
sei o sette ragazzi. Noi la
classifica non la guardiamo più di tanto ma cerchiamo di crescere come gruppo
e squadra. Poi, se arrivano i risultati tanto meglio: del resto, come
società, anche per tradizione, siamo abbastanza ambiziosi”. Ruggero Garbinelli tifa più per il Milan che per il
Vicenza, ma ogni tanto va a vedee i biancorossi: “ E’ una compagine ancora
giovane, da formare: inoltre, avendo perso finora Schwoch per infortunio paga
molto la sua assenza in campo Comunque, Iachini mi piace perché ha grinta: sa
dare la carica giusta alla squadra”. Affrofittando del turno di riposo dei suoi allievi,
Ruggero Garbinelli domenica si può concentrare soltanto sul Vicenza: “Innanzi
tutto complimenti perché il terreno del Menti è sempre bellissimo”. Il tecnico prende posto in tribuna e subito dà uno sguardo
al campo: “Mandorlini non ha sbagliato panchina – esordisce -
Sicuramente l’Atalanta è una delle
maggiori candidate al salto di categoria considerando i giocatori che ha a
disposizione e dal momento che si può prendere il lusso di mandare in
panchina un certo… Comandini”. Si gioca da pochi minuti e subito, dalle curve, parte la
contestazione nei confronti di Andrea Mandorlini: “Gli allenatori sono sempre
legati ai risultati - sentenzia
l’allenatore chiamato in causa - in qualsiasi categoria si trovino a
lavorare. Se non sono i tifosi a contestare allora ci pensano i… genitori. Un
giudizio su Mandorlini? Sinceramente l’anno scorso non avevo seguito molto il
Vicenza: mi sono un po’ distaccato dal calcio professionistico, visto
soprattutto in televisione, in quanto adesso preferisco seguire di più i
settori giovanili”. Oggi, però, l’attenzione è tutta concentrata sulla sfida
del Menti: “Potrebbe essere una partita decisa da episodi, come ormai sempre
più spesso accade in serie B, a meno di una netta supremazia di una delle due
contendenti. Si assiste a incontri equilibrati perché gli allenatori sono più
preparati e anche i giocatori fisicamente sono cresciuti tanto che non ci
sono grossi divari”. Dopo dieci minuti la prima impressione sugli schieramenti:
“Entrambe le formazioni sono ben messe in campo: nell’Atalanta, però,
Bernardini piazzato davanti alla difesa con i suoi lanci potrebbe dare
qualche problema al Vicenza. Al 12’ c’è la prima vera occasione da gol, con Rantier che
sbaglia solo davanti a Taibi: “Dalla tribuna sembrava abbastanza facile –
esclama – anche se, da ex attaccante, posso dire che quando si è in campo
davanti alla porta sembra che questa sia piccolissima. Bisogna calciare e
pensare contemporaneamentre. Alla fine è sempre il cervello che fa da
collegamento con gli arti, anche se poi l’istinto fa la sua parte”. Intanto, riprendono i cori nei confronti di Mandorlini:
“In campo le contestazioni si sentono: è più facile ascoltare quello che
arriva dalle curve che i suggerimenti del mister. E’ difficile sentire quello
che ti dice l’allenatore, soprattutto nei grandi stadi. La cosa più brutta,
per me, è fare il tifo contro gli avversari, invece che sostenere la propria
squadra. Per farlo capire alla gente ci vorrebbe però un’altra cultura
sportiva”. Prosegue l’incontro e i bergamaschi sembrano avanzare il
baricentro: “Il Vicenza forse ha un po’ di paura, ma è pure vero che si
arretra per la forza degli avversari. Degli ex quello che mi piaceva di più è
Bernardini: non si mette magari molto in luce, ma dà geometrie alla squadra e
sa organizzare bene il centrocampo”. E’ trascorsa la prima mezz’ora di gioco: “ Una partitas
non troppo emozionante, molto tattica:
le due squadre giocano su una fascia a testa: il Vicenza a destra,
l’Atalanta a sinistra con Gautieri.
Secondo me i biancorossi dovrebbero sfruttare di più Rantier perché la
difesa ospite chiude bene centralmente. Però bisognerebbe velocizzare un po’
di più l’azione. Altri guidizi sui singoli: “Paganin è riuscito con la sua
esperienza a districare una situazione difficile mentre dall’altra parte Zenoni e Gautieri godono di un po’ troppa
libertà. Neanche l’Atalanta, comunque, si sbilancia troppo: ad esempio sui
calci d’angolo dovrebbe portare più giocatori in avanti”. - Partita da 0 a 0 “La prima squadra che segna ha grosse possibilità di
vincere. Con un gol, comunque, si assisterebbe ad una partita diversa, più
vivace. Finora si è vista una gara all’acqua e sapone come si suol dire”. Tra i 22 signori in campo non poteva mancare un
apprezzamento sull’arbitro: “Rodomonti finora ha diretto bene, anche se non
ci sono stati grossi problemi: poi si è abituati a contestare anche le
punizioni in mezzo al campo”. E, a questo riguardo, Moscardi, dopo aver subito fallo, ha
un accenno di reazione verso Gautieri: “Forse gli ha detto qualcosa di
troppo, altrimenti non mi spiego questo atteggiamento un po’ troppo… caldo”. Il primo tempo si chiude così sullo 0 a 0 di partenza “Non
so chi sia più contento, forse entrambe le squadre”. - Poca gente? “Pensavo addirittura meno viste le ultime prestazioni dei
biancorossi, invece il pubblico di Vicenza è sempre… grande”. Inizia la ripresa ed esce, dopo appena pochi minuti,
Marcolini, uno dei quattro ex, salutato dagli applausi del pubblico: “Si vede
che ha lasciato buoni ricordi. Un giudizio sulla sua prestazione?
Sinceramente finora non c’è un giocatore che si sia distinto particolmente”. Atalanta in attacco e grossa occasione fallita da
Gautieri: “Era quasi un rigore, soltanto calciato in movimento: probabilmente
per lui era il piede sbagliato”. Sul conseguente calcio d’angolo arriva il vantaggio di
Gonnella: “Bravo a lui calciare e a tenere bassa la palla: ma la difesa gli
ha dato una mano, lasciandolo abbastanza libero”. Sul capovolgimento di fronte colpisce la traversa De
Martin: “Peccato, era un bel tiro: credo che Taibi non ci sarebbe arrivato”. - Cosa deve fare adesso, sotto di un gol, Iachini? “Lui sa meglio di noi condizione fisica e psicologica dei
suoi giocatori, anche se non è facile entrare in un momento simile della
partita. In questi casi ci si affida un po’ alla fortuna, che nel calcio come
dicevamo conta molto e un po’ alle intuizioni. Jeda? Sta giocando in una
posizione un po’ strana, né da punta né da mezza punta e, di conseguenza, non
riceve molto palla”. - L’Atalanta penserà soprattutto a difendere il vantaggio?
“Se stavano molto attenti prima a non prendere gol, adesso
lo saranno… doppiamente”. Esce Padoin per Tamburini: “E’ un ragazzo che deve
crescere ancora: da soli i giovani non riescono ad emergere essendo poi in
tanti. Forse è questo il limite della squadra”. Entra anche Rigoni, un altro giovane: “Si fa di necessità
virtù: del resto, gente di esperienza Iachini non ne ha. Per me, però,
continuano a giocare un po’ troppo centralmente, mentre dovrebbero aprire
maggiormente sulle fasce” Intanto, cade a terra Budan per perdere tempo: E’ quasi
uin fallo tattico: se ne vedono ormai troppi sui cdampi da calcio. Anzi,
credo che siano gli stessi allenatori ad insegnarli ai loro giocatori.
Dovrebbero allora mettere una penalità di 5’ fuori per compensare i ritardi
nella ripresa dell’azione. Del resto, se c’è un infortunio grave l’arbitro se
ne accorge”. Il Vicenza si butta all’attacco, alla ricerca del pareggio
e De Martin subisce fallo in un contatto in area con Taibi; “E’ difficile che
diano un rigore per un contrasto del genere: in queste situazioni, infatti,
gli arbitri non possono penalizzare
il portiere”. Al 32’ fa il suo ingresso in campo anche Baggio al posto
di Rivalta: “A questo punto della partita bisogna osare il tutto e per tutto.
E’ difficile che il Vicenza riesca a sfondare centralmente con i difensori
che ha l’Atalanta, a meno di uno scambio veloce, palla a terra”. Poi uno sguardo a bordo campo “E’ stata una domenuica
facile per l’assistente in rosa. Comandini, invece, si sarà stancato di
riscaldarsi”. Cade a terra, colpito dai crampi Rantier: “Ha corso tanto,
ma a… vuoto. Iachini è un leone in gabbia: credo che avrà dormito pochissimo
prima della partita e farà altrettanto questa notte, visto soprattutto che è
andata male”. La partita finisce con il successo dell’Atalanta: “Forse il pareggio sarebbe stato il
risultato più giusto, però nel calcio ai punti non finisce niente e ha
ragione la squadra che mette il pallone dentro. Migliore in campo? Per
l’Atalanta Bernardini, che ha fatto cose semplici, senza strafare: è tipo di un giocatore che manca a questo
Vicenza”. - E tra i biancorossi? “Un 6 politico a tutti, con una segnalazione per volontà a
Biondini”. - Infine i
voti agli allenatori? “ 6 a Mandorlini perché ha vinto e 5.5 a Iachini, anche se
le due squadre non hanno fratto vedere un grande calcio. Non si vede, però,
nemmeno la differenza di quindici punti tra le due formazioni, anche se
l’Atalanta è sicuramente una squadra concreta”. Passarella finale anche per Comandini al posto di Budan: “Quando dal Vicenza è andato al Milan sembrava l’inizio di una grande carriera e, invece, nel calcio ci vuole fortuna per sfondare ad altissimo livello”. Paola Ambrosetti |
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COMMENTO e PAGELLE di GIANMAURO
ANNI Questa settimana le pagelle si integrano a qualche cenno di cronaca commentata per una gara attesissima, soprattutto dal pubblico che ha una voglia matta di rivedere Mandorlini, l’ allenatore biancorosso della passata stagione che a fine giugno ha abbandonato baracca e burattini per andarsene a Bergamo, non senza aver precisato il perché: “deluso” dal comportamento dei tifosi del Vicenza. Morale: per tutto il primo tempo è proprio Mandorlini a mettere d’accordo tutti i settori dello stadio: da uno parte il coro “Mandolini p… di m….” e dagli altri arrivano immediati gli… applausi. Contrastano l’unanimità del “giudizio popolare” gli ultras bergamaschi e si capisce. “Avranno tempo per… capire” è il commento meno acido che parte dalla tribuna. Le due curve ricordano anche il 26 novembre del 1992, quando la Polizia di Empoli ferì a pistolettate due tifosi che stavano risalendo in pullman: “a chi ha sparato solo omertà” dicono i cartelli. Alcuni dei quali sono dedicati anche a… Mas-cia, la supposta “morosa” dell’ ex tecnico. Più emozionante della partita. Che le due squadre interpretano su ritmi blandi, schierate con molta prudenza. Il Vicenza difende con Paganin e Faisca sul colosso Budan, mentre Vitello va a destra e Rivalta a sinistra da dove arrivano Pinardi (supportato da Marcolini) e Gautieri (con l’appoggio di Zenoni). A centrocampo ci si guarda da abbastanza lontano: Moscardi e Bonanni costituiscono una doppia barriera centrale (e dall’altra parte più o meno così giocano Benardini e Marcolini), Jeda dovrebbe fare il regista arretrato per lanciare in corridoio Padoin e Rantier o in verticale De Martin. Con un Vicenza che punta ad allungare ed allargare il campo i bergamaschi Gonella e Smit lasciano malvolentieri la loro posizione ma quando lo fanno, purtroppo in occasione del gol, pungono! La prima occasione è per il Vicenza: Jeda insiste in area, ricupera palla per Padoin che mette in diagonale rapidamente il cross per il liberissimo Rantier appostato oltre il secondo palo: il sinistro è sull’esterno della rete. Gautieri è più litigioso che pericoloso: comunque mette alto un colpo di testa. Rantier va via un paio di volte sulla sinistra e giunto sul fonda crossa, ma Taibi non ci casca. Dall’altra parte una sola iniziativa di Padoin (cominciamo con i voti: 5) che ruba palla a Bernardini, ma una volta arrivato nei dintorni della bandierina, a due passi dal collaboratore dell’arbitro, che da quel lato è una donna, si impappina e la perde. Il Vicenza batte il suo primo corner alla mezzora, l’ Atalanta sparacchia altissimo da fuori area con Bernardini. E’ praticamente tutto sino alla fine del tempo, quando Paganin (8, la sua miglior partita da quando è a Vicenza) aggancia in bello stile un pallone destinato al roccioso ma lento Budan. Nell’intervallo attenzione rivolta alla presenza allo stadio di Alberto Stella, uno dei possibili compratori della società (cartelli della nord e della sud se la prendono anche con gli imprenditori troppo… lenti a decidere l’acquisto del Vicenza!) Si riprende e il ritmo è sempre blando. Avanti Smit sulla sinistra con palla centrale per Gautieri che dal disco del rigore batte a colpo sicuro: palla deviata in corner. Batte lo stesso Smit, il cross scavalca tutti e arriva dall’altra parte all’ avanzato Gonella, che scarica alle spalle di Avramov (poteva uscire? Mah. Nell’incertezza è assolto: 6) un destro che trova imparabilmente il “sette”. E adesso? Adesso è improbabile che l’Atalanta segni ancora: Faisca (6) fronteggia bene la situazione, Vitello (6) non ha più pressione e può spostare il baricentro più avanti, Rivalta (6 anche per lui) cerca a sua volta di avanzare prima di prendere la strada dello spogliatoio a dieci minuti dalla fine per far posto a Baggio. Non crea più problemi l’ Atalanta, ma non trova il filo di un gioco convincente il Vicenza. Padoin lascia il campo per Tamburini che resta a sinistra, mentre Rantier (5, è andato via via spegnendosi) si sposta. Moscardi e Biondini (5 ad entrambi) faticano moltissimo ma anche sbagliano molto, mentre Jeda (5) si “incarta” su se stesso mano a mano che passano i minuti. De Martin (6) centra la traversa subito dopo il gol bergamasco, ma è l’unica circostanza in cui Taibi viene superato: per il resto il portierone sfrutta la sua altezza per i corner e le punizioni i cross e quando non ci arriva è fortunato (De Martin fallisce la deviazione aerea) o se la cava con l’esperienza (affondando in uscita lo stesso De Martin). Morale: attacca il Vicenza ma non offre mai la sensazione di essere irresistibile. L’ Atalanta si difende, ma non lascia mai il dubbio di essere sul punto di crollare. Basta per giustificare il risultato a favore di Mandolini? No, sarebbe stato più giusto il pari, ma l’Atalanta il suo gol lo ha fatto, il Vicenza no. GIANMAURO ANNI |