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Un’esclusiva di SPORTquotidiano La partita del Vicenza in rete Le foto di LAURA ANNI La cronaca di PAOLA AMBROSETTI Commento e pagelle di GIANMAURO ANNI |
VICENZA – BARI 1-1 |
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TABELLINO Vicenza - Bari 1-1 Marcatori: 54' Baggio, 62' Cordova VICENZA - Avramov, Vitiello, Paganin, Fissore, Rivalta, Biondini, Okon (49' Bonanni), Moscardi, Tamburini (75' Magnani), Jeda, Baggio (75' Rantier). A disposizione: Lirussi, Guastalvino, Rigoni e Morini. Allenatore Giuseppe Carillo (squalificato Iachini) BARI - Battistini, Brioschi, De Rosa, Ingrosso (46' Von Schwedler), Mora (69' Enynnaya), Bellavista, Pizzinat, Berardi, Cordova, Motta, Lipatin. A disposizione: Spadavecchia, Candrina, La Fortezza, Markic e Brambilla. Allenatore: Cavasin (squalificato Tardelli) Arbitro: De Marco di Chiavari (assistenti: Mirri e Pirondini; quarto uomo: Marelli) Note: Serata non fredda. Ammoniti De Rosa, Vitiello, Berardi (gioco falloso), Lipatin (proteste), Moscardi (simulazione). Un minuto di recupero nel primo tempo e tre nel secondo.. |
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CRONACA di PAOLA AMBROSETTI Dopo il pareggio d'esordio contro la Fiorentina e la sconfitta nel derby con il Verona il Vicenza cerca il suo primo successo stagionale al Menti: ospite dei berici un Bari ultimo in classifica, sotto di due punti e con la panchina dell'ex campione del mondo Marco Tardelli (squalificato come pure Iachini) già a rischio. In uno stadio dai tanti posti vuoti inizia la sfida di questo mercoledì sera, originariamente in programma come seconda giornata di campionato. Al 1' punizione di Cordova, che sfiora di poco l'incrocio dei pali. Al 3' il Vicenza risponde con un diagonale di Jeda, che si perde sul fondo non di molto. Due minuti più tardi bella apertura di Jeda per Vitiello, il cui cross è ribattuto in calcio d'angolo, la cui battuta non dà frutti. E' poi una bella sgroppata di Biondini sull fascia destra a procurare il secondo corner, con Fissore che salta male per il colpo di testa, commettendo anche fallo. Al 14' si rifa vedere il Bari, sempre con Cordova e sempre su punizione, fotocopia della prima, solo che dalla parte opposta. Continua ad imperversare Biondini, che cerca il dialogo con Jeda in fase offensiva, come pure molto attivo è Moscardi, bravo a recuperare parecchi palloni nella parte nevralgica del campo. Fa tutto da solo poco dopo Jeda che, galvanizzato dal gol di Avellino, prova il rasoterra in corsa: sul fondo di un niente a Battistini probabilmente battuto. Sul capovolgimento di fronte Avramov esce male, Bellavista tenta il pallonetto, ma per fortuna a difendere la porta biancorossa c'è capitan Paganin, che salva il pericolo. Le maggiori preoccupazioni per la difesa di casa arrivano da un guizzante Lipatin, che per due volte si incunea in area biancorossa, per fortuna senza conseguenze. Dall'altra parte è Moscardi a provarci dalla distanza, senza però trovare la giusta mira. Al 34' sul terzo tentativo di Cordova (sempre su calcio piazzato) si deve superare Avramov a deviare con la punta delle dita il pallone destinato sotto la traversa. Non ha miglior fortuna, sul fronte opposto, il colpo di testa di Baggio, toccato in fallo laterale. Termina direttamente in curva nord la rasoiata di Cordova (e quattro!) mentre a Lipatin non riesce l'aggancio sotto porta per battere rete. Ci prova, invece, uno scatenato Biondini, che approfittando di un controllo errato di Mora entra nei sedici metri e prova subito la conclusione, neutralizzata senza difficoltà da Battistini. Niente di fatto e si va così al riposo sullo 0 a o di partenza. Inizia la ripresa e dopo appena quattro minuti Carillo sostituisce uno spento Okon con Bonanni per cercare di dare una maggior spinta offensiva alla squadra. Mossa ripagata dal vantaggio, che arriva al 54': punizione dalla sinistra di Jeda, nel mucchio di giocatori in area pugliese svetta più alto di tutti Baggio, il cui colpo di testa s'insacca imparabilmente e lasciando poi esplodere la gioia dell'attaccante di Caldogno, al suo primo centro in biancorosso. Sulle ali dell'entusiasmo il Vicenza va vicino al raddoppio: assist smarcante di Jeda per Bonanni, che calcia male lasciando partire un diagonale tutto da dimenticare. Bella e precisa, invece, poco dopo il quarto d'ora la conclusione di Cordova, sicuramente il migliore dei suoi che, indisturbato al limite dell'area, imbeccato da un cross di Bellavista dalla destra, senza che nessun difensore faccia opposizione scocca un tiro nell'angolino, che il tuffo di Avramov non riesce a neutralizzare. Galvanizzato dal pareggio, il Bari insiste: ci prova allora Pizzinat, ma questa volta senza fortuna. Il Vicenza accusa, come già evidenziato nelle precedenti partite, un calo fisico, consentendo agli avversari di guadagnare metri in campo. La panchina prova nel finale a correre ai ripari inserendo il giovane Rantier e Magnani, che si conquista subito un calcio d'angolo con una conclusione rasoterra deviata da Battistini in tuffo. Il finale di partita è confuso, con azioni da una parte e dall'altra, con qualche brivido. Paola Ambrosetti |

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COMMENTO e PAGELLE di GIANMAURO
ANNI Una partita in cui si può arrivare in ritardo e pure… andare via prima. Vicenza-Bari è stata un po' come me l'aspettavo: tatticamente guardinga da entrambe le parti, con molta caccia al pallone e qualche fiammata di gioco, preferibilmente su lancio lungo. Il Vicenza ha colpito in questa maniera (il cross in area lo ha messo Jeda per la testa di Edy Baggio; nel primo tempo lo stesso giocatore aveva mancato un'occasione quasi identica), il Bari invece da fuori area e con quel Cordova che già nel primo tempo aveva fatto capire su punizione che era uno dei pochi ad avere piedi (e testa) buoni. Il Vicenza ha palesato gli stessi demeriti messi in mostra contro il Verona (visibilissimo calo fisico dopo l'ora di gioco) ed è anche piaciuto di meno. Nel primo tempo, ad esempio, ha certamente attaccato di più, ha avuto forse anche le occasioni migliori, ma ha… tirato di meno. Solo cinque volte, una appena nello specchio difeso da Battistini. Il Bari è sembrato più veloce e più pratico arrivando ad impensierire Avramov in tre occasioni (più un'altra in cui il portiere proprio non l'ha vista e ha corso il rischio di subire un altro gol beffa come quello del veronese Papa Waigo; per fortuna sulla linea c'era Paganin a respingere) e mettendo a lato, a volte di poco proprio con le punizioni di Cordova. Quel che è parso strano - e questo all' intervallo era anche il parere del presidente Aiac Sergio Campana - è stata l'assenza di arrembaggio. Sì, tanta caccia al pallone (e senza grandi falli), tanta corsa in avanti e indietro, ma niente a che vedere con quelle folate con cui - ad esempio gli… inglesi - annichiliscono l'avversario e scaldano il cuore della folla. Una lezioncina imparata a memoria e recitata anche con diligenza, ma senza quel cuore che offre a chi doti non ne ha molte la possibilità di entrare comunque nell' immaginario collettivo dei paradisi del pallone. Si dirà: ma questo è il… purgatorio e in certe partite sarà pure molto simile all'inferno. Vero, verissimo (e il Bari non è che stia tanto meglio) eppure era difficile dopo 45' accontentarsi di quegli sprazzi di gioco anche decente che il Vicenza aveva messo in mostra nella parte centrale e finale del tempo, soprattutto sulle accelerazioni di Biondini a destra e di Tamburini a sinistra. Eppure c'era la sensazione che il gol sarebbe arrivato. Puntuale in avvio di ripresa, secondo il copione, e dopo che la fascia era stata rinforzata a destra da Bonanni con Biondini al centro, a fianco di Moscardi, che con quest'ultimo si spartiva i compiti del sostituito ed evanescente Okon. Era il momento della mazzata. E invece niente, perché stava scadendo… l'ora di gioco e il Vicenza aveva bisogno di rifiatare con molti uomini, ormai troppo carichi delle tossine della fatica. In mezzo ci si è messa pure un po' di sfortuna (il gol, ma Paganin nei minuti precedenti aveva sbagliato tre palloni consecutivi) e poi Inchini, che dirigeva dalla cabina radio, causa squalifica, non ci è piaciuto. Fuori Tamburini (stanco e contuso, d'accordo), ma perché non un Moscardi ormai sulle gambe e che sino alla fine la palla non l'ha più vista se non per un tuffo nei pressi dell'area di rigore altrui che gli è valso, guarda te!, l'ammonizione? Insomma: il Vicenza ha continuato a recitare la sua parte, che quando le gambe tremano diventa una porticina, e così c'è stato pure il pericolo (tre corner, uno dietro l'altro) che il Bari ricevesse un regalo più grosso di questo punto che alla resa dei conti si è meritato. A voler essere ottimisti resta quella buona parte centrale del primo tempo (e la prima azione di Bonanni, poi in serata da dimenticare) a dimostrare che una certa potenzialità c'è. Basterà? E qui più che all' ottimismo lasciamo strada a quel che abbiamo visto in casa altrui: dovrebbe bastare, il livello qualitativo di questa serie B è scadente come raramente abbiamo visto in passato. Due stagioni a stringere la cinghia (della… borsa) vorranno pur dire qualcosa. C'è insomma ilo rischio che possa andare avanti chi si organizza meglio o ha più tempo per farlo. In questo Iachini ha tutta la nostra fiducia (e quella del pubblico). GIANMAURO ANNI Il peggiore in campo certamente Avramov (3) che si lascia sfuggire una palla che avrebbe potuto essere decisiva su un cross abbastanza innocuo. Sarà questione di fari? Provare con l'oculista, non si sa mai. In difesa fatica ad ingranare Vitello (4) soprattutto quando dalle sue parti si presenta Cordova che va a sovrapporsi al cursore Mora o all'agile Motta (lui pure indigesto al nostro). Al centro benino Fissore (6) ma dopo un avvio piuttosto problematico. Bene invece all' inizio Paganin (5) che però crolla nella ripresa e a tratti fa rimpiangere addirittura… Bordin. Comincia a diventare un problema. Bene invece a sinistra Rivalta (7) che copre e si offre anche quale raddoppio a un Biondini (8) che nella prima parte della gara è addirittura superlativo. Nella ripresa portato a centrocampo si vede di meno e sbaglia di più. Chi si vede poco è invece Okon (4) che ha un passo diverso dagli altri. Migliorerà o è questo? Non siamo in grado di darvi indicazione alcuna. Chi fa bene invece è Moscardi (5) che però finisce con il regalare tutta l'ultima mezzora agli avversari. O si impegna di meno prima, o quando scattano le lancette del minuto n. 60 non c'è che una soluzione: alzare la paletta con il suo numero e chiederne la sostituzione! Bene Tamburini (7) come cursore di sinistra: va negli spazi e il cross è quasi sempre puntuale. Peccato che in avanti la torre si chiami il più delle volte Jeda (5) un piccoletto che fa benissimo quando smista il pallone agli altri e malissimo quando si intestardisce a gestirlo in proprio. Direte: e Baggio (6), non è una torre? No, non lo è. E' più un uomo da sponda e il suo gol nasce dalla protezione di una selva di maglie biancorosse davanti a lui più che dall' imperiosità dello stacco aereo. Bonanni (3) gioca un tempo e si… guadagna (si fa per dire) il voto. Una bella discesa sulla destra, appena entrato in campo, poi tanta confusione, compresa qualche litigata con il pallone. Che fa cambiare (curiosità) con uno che gli manda la panchina quando c'è da battere una punizione da fuori area. La botta, violenta sì, ma altissima, dice a chiare lettere che da cambiare c'erano soprattutto serata e… scarpe. Spizzichi di gara per Rantier e Magnani. Di quest'ultimo mi è piaciuta la velocità. g.a. |