Un’esclusiva di

 

SPORTquotidiano

 

La partita del Vicenza in rete

 

Le foto di LAURA ANNI

 

La cronaca di PAOLA AMBROSETTI

 

Commento e pagelle di GIANMAURO ANNI

 

 

VICENZA – CAGLIARI 2-0

 

 

 

 

 

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Vicenza – Cagliari 2 – 0

Marcatori: 6’ Jeda, 45’ Bonanni

VICENZA – Avramov, Vitiello, Paganin, Faisca, Rivalta, Biondini, Okon (64’ Guastalvino), Moscardi, Bonanni (68’ Tamburini), Jeda, De Martin (86’ Baggio). A disposizione: Lirussi, Di Gennaro, Magnani e Rantier. Allenatore: Giuseppe Iachini

CAGLIARI – Pantanelli, Festa, Modesto, Lopez (78’ Loria), Esposito, Conti (72’ Cammarata), Brabilla, Capone, Macellari (62’ Langella), Suazo, Zola. A disposizione: Capello, Albino, Sabato e Delnevo. Allenatore: Ventura

Arbitro: Dondarini di Finale Emilia (assistenti: Ayroldi e Grilli; quarto ufficiale: Salati)

Note: Serata fredda, terreno in buone condizioni. Un minuto di raccoglimento prima del fischio d’inizio in ricordo dell’avvocato Virgilio Marzot, ex presidente del Vicenza, scomparso in settimana. Ammoniti: Okon (gioco falloso); Un minuto di recupero nel primo tempo e quattro nel secondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CRONACA di PAOLA AMBROSETTI

 

Nostalgie di un Europa perduta accompagnano l’arrivo al Menti del Cagliari dell’ex Chelsea Gianfranco Zola.

Rimpianti di una grande persona, nonché di un presidente pro tempore fortunato però a vincere una storica Coppa Italia, echeggiano nel minuto di raccoglimento in ricordo dell’avvocato Virgilio Marzot, scomparso in settimana.

Testimonianze di affetto, invece, arrivano dal coro della curva sud rivolto a Cristian Bucchi, l’ex biancorosso colpito la scorsa primavera dalla tragica scomparsa della giovane compagna vicentina Valentina Pilla.

Un pensiero dei tifosi anche a Luca Cegalin, sfortunato ragazzo nonché portierino dell’Union Vicenza morto nei giorni scorsi a soli 14 anni.

Detto della cornice, con tanti posti vuoti in attesa di tornare a giocare dalla prossima settimana alla domenica pomeriggio, veniamo alla partita.

Bel lancio di Moscardi per Bonanni, il quale da posizione defilata prova subito la conclusione a rete: sul fondo. E’ la prova generale del gol, che arriva al 6’: questa volta è De Martin, che smarca perfettamente in area Jeda il quale, solo davanti a Pantanelli, guarda il portiere e poi lo infila con un diagonale rasoterra che s’insacca nell’angolino più lontano.

1 a 0 e festa sotto la curva sud. Gioca il Vicenza e va vicino al raddoppio: prima Biondini, molto attivo sulla fascia destra, svirgola il cross, poi Rivalta ad un metro dalla porta manca la deviazione di testa su pericolosa azione di calcio d’angolo.

Al 12’ si fa vedere il Cagliari con una rovesciata di Esposito, che non inquadra però lo specchio della porta.

Resta a terra, colpito alla testa, Moscardi e Iachini approfitta dell’interruzione del gioco per dare spiegazioni a Okon.

Ci prova quindi dalla distanza Suazo: tiro alle stelle, direttamente tra i tifosi della nord, da dimenticare. Insistono adesso i sardi con Conti, che prova a lanciare Zola, senza troppa fortuna.

Rispondono i biancorossi con un cross di Bonanni per Biondini, che nell’elevazione è anticipato dal contrasto aereo di Macellari. La partita si mantiene viva, con repentini capovolgimenti di fronte, anche senza vere occasioni pericolose.

Al 27’, invece, “cicca” Suazo sull’invitante assist di Esposito, ripetendosi qualche minuto più tardi, alzando però questa volta troppo la mira. Il Cagliari, infatti, ha portato avanti il suo baricentro, presentandosi con più insistenza dalle parti di Avramov, facendo infuriare Beppe Iachini, che per due volte se la prende con il plexiglass della panchina.

Quasi allo scadere ci deve pensare Avramov di pugno a respingere in corner l’offensiva del solito Suazo.

Gol mancato equivale a gol subito e così, proprio al 45’ arriva il raddoppio biancorosso con l’azione più bella della partita: lancio di Jeda sulla destra per Biondini, il quale pesca dalla parte opposto Bonanni, il quale con un rasoterra infila Pantanelli per la seconda volta.

2 a 0 e tutti negli spogliatoi dopo un minuto di recupero. Si riprende a giocare e subito Suazo reclama per un intervento di Moscardi in area e poi l’agile attaccante di colore, il più pericoloso dei suoi, si fa vedere con un tiro-cross che sorvola la traversa non di molto. E al 10’ ci deve mettere ancora una pezza Avramov per ribattere in calcio d’angolo il tiro da distanza ravvicinata dell’indiavolato numero 9 rossoblù, ben imbeccato da Esposito.

“Infuria” intanto in panchina Beppe Iachini, che se la prende con tutto quello che gli capita a tiro, dopo essere stato acclamato dalla nord al grido “Beppe Iachini picchia per noi”, leit-motiv della sua carriera di giocatore.

E, a proposito di giocatori, manovra bene la coppia Bonanni – De Martin, con traversone di quest’ultimo parato a terra.

La replica è affidata, nemmeno a dirlo, a Suazo, che in corsa calcia sul fondo, ad un paio di metri dal palo.

Mira non precisa neppure per la conclusione dalla distanza di Capone subito dopo che Guastalvino aveva preso il posto di Okon. Entra anche Tamburini a sostituire uno stremato Bonanni mentre Ventura ricorre a Cammarata.

E’ sempre, però, a Suazo: blocca in presa il portierone biancorosso. Bella, poi, la girata a rete di Cammarata, a lato di poco. Al grido di “Beppe Iachini uno di noi” e dopo quattro interminabili minuti di recupero (e una conclusione sul fondo di Festa) arriva finalmente il primo successo casalingo del Vicenza, festeggiato con il ritrovato tuffo sotto la curva sud.

Premio come miglior giocatore in campo offerto dalla Sisa supermercati a Jeda e consegnato dal dott. Danilo Pretto.

Paola Ambrosetti

 

 

 

 

 

 

 

 

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Miglior giocatore in campo è stato giudicato JEDA

 

 

 

COMMENTO e PAGELLE di GIANMAURO ANNI

 

Ci sono ciambelle che riescono con il buco, altre che invece si squaqqueranno nell'olio di cottura e da una parte rimane un po' di pasta fritta e dall' altra il... buco. Il Vicenza che ha battuto il Cagliari è una ciambella riuscita, con il che non si vuole certo illudere il tifoso per dirgli che sarà sempre così, ma intanto un passo (forte) in avanti è stato fatto, anche se indietro sarà facilissimo tornare per le caretteristiche tuttora indecifrabili della B extra large voluta dall' insipienza di chi governa il calcio (magari poi sarà un campionato entusiasmante fino all' ultimo minuto e diranno che il merito è loro e che lo sapevano ben prima di noi, poveri mortali, ancora interdetti e incerti tra squadre rivoluzionate a campionato in arrivo, partite al mercoledì, alla domenica, al sabato e chissamaicosa ci riserverà il futuro).

La ciambella con il buco non è tanto riferibile al risultato netto (e prezioso) ma al modo in cui è venuto, perchè all' undicesima tornata (e ce ne saranno altre... trentacinque per conferme e smentite) il Vicenza ha mostrato il suo volto "alla Iachini". Che si è pure arrabbiato tre o quattro volte menando pugnacci alla panchina e calcioni a uno scatolone di Gatorade, ma non può oggettivamente negare che - sbavature a parte - gli undici biancorossi hanno interpretato la gara con il Cagliari proprio come dovevano.

Iachini ha secondo noi vinto tre volte contro Ventura: la prima volta in settimana quando ha dovuto verosimilmente spiegare alla sua truppa che il Cagliari era sì distante otto punti in classifica, ma non certo imbattibile. Non crediate sia facile mantenere la tensione giusta (quella con cui il Vicenza si è presentato in campo) soprattutto tra ragazzi giovani.

La seconda volta Iachini ha vinto quando ha pensato di far sua la gara schierando accanto a Jeda e De Martin un esterno di sinistra d'attacco (Bonanni) al posto di uno da corsa e interdizione (Tamburini). Tenendo sulla corsia di destra molto largo Biondini ha ritenuto di poter aggirare e comunque sorprendere in rapidità la pachidermica difesa a tre del Cagliari, che tra un po' perderà anche in casa se verrà attaccato come viene attaccato in trasferta.

La terza volta Iachini ha vinto nel corso della partita quando, consolidato il vantaggio sul 2 a 0 e ovviamente pressato dal tentativo di rimonta dei sardi, non si è "vergognato" di rinunciare prima a Okon per il difensore puro Guastalvino (portando a cinque, e con tre centrali, la linea del bunker davanti ad Avramov), poi a Bonanni per Tamburini per aumentare il peso dell'interdizione anche sulla fascia sinistra dove qualche pericolo continuava a portarlo Esposito visto che Cammarata, subentrato all'evanescente Conti, era andato a fianco di Suazo per cercare lo sfondamento diretto. Ciliegina sulla torta il messaggio finale: la sostituzione di De Martin con un' altra punta, Baggio, ha spiegato alla panchina avversaria che non c'era proprio più nulla da fare. Ci provassero pure, a meno di clamorose (e ripetute) circostanze negative, il Vicenza la sua partita l'aveva vinta.

Benvenuto allora, al "Vicenza di Iachini". Visto lo abbiamo visto, speriamo che duri!

 

GIANMAURO ANNI

 

Via con il migliore: è Moscardi (9), centrocampista tuttofare, che va in caccia di palle con la stessa rapidità con cui imposta. Stavolta distribuisce meglio le energie e finisce con lucidità sufficiente per evitare altri cartellini gialli oltre al primo cui lo costringe, su un errore di Paganin, un perfetto fallo tattico a centrocampo (un voto in più anche per questo) ai danni di Zola. Subito dopo - e qui si spiega la nostra totale... laicità - il peggiore (secondo noi) delle ultime tre partite: Avramov (8) che non ha sbagliato non solo le parate sui tiri non impossibili di Suazo, ma soprattutto una serie di uscite a bloccare le palle alte indirizzate in mezzo all'area da Zola e compagnia. E' così che deve giocare, assumendosi responsabilità, il portiere di una squadra che non vuole retrocedere. Su livelli di eccellenza anche Jeda (8), che segna il gol con grande freddezza e sottomisura (finalmente) e poi gioca un'infinità di palle con rapidità (era ora!) che si sostituisce alla pesante insistenza con cui nelle gare precedenti aveva cercato il numero personale. Meriterebbe un voto molto alto anche Bonanni (7) che invece si deve accontentare: sua la "dormita" peggiore della gara, proprio sotto la tribuna nel finale di partita. Finisce sulle ginocchia, ma le sue accelerazioni del primo tempo sono state dirompenti.

Rimaniamo in zona offensiva. De Martin (6) è stato preferito a Baggio (sv) ed ha avuto il merito di conquistare qualche palla di testa e di lottare con molta vivacità: non ci ha convinto del tutto, ma fossimo Iachini insisteremmo su questa soluzione. Sulla fascia destra Biondini (7) è andato a corrente alternata ma quando ha trovato il tempo giusto è stato devastante. Peccato che fosse condannato, oltrechè a cantare, anche a portare la croce, spesso preso in mezzo tra Macellari e Capone.

A centrocampo Okon (7) ha dettato i tempi della controffensiva non sempre con la necessaria rapidità, ma spesso con una molto efficace verticalizzazione. I problemi di tenuta non sono emersi per la giusta e coraggiosa scelta di Iachini di rinunciare a lui nell'ultima mezzora per proporre... Guastalvino (6). E siamo alla terza linea. la difesa. Il compito peggiore toccava a Rivalta (7) che se la doveva vedere con Esposito, l'uomo di maggior iniziativa dell'attacco sardo. Non sempre ha vinto, ma molte volte ha chiuso il talentuoso trequartista in zone che ne limitavano l'efficacia. Ed è quel che serve. Al centro più brillante Faisca (6) pur con qualche sbavatura e meno distratto del solito Paganin (6) determinante in un paio di occasioni: resta il fatto che il potenziale offensivo del Cagliari si è espresso soprattutto con Suazo (otto conclusioni, alcune per la verità anche improbabili). Resta Vitiello (7) non impegnato sul suo corridoio da un Capone che si inseriva poche volte e centralmente ma spesso costretto a raddoppiare su Zola, Suazo o Cammarata.. Compito non facile, svolto con diligente impegno e con vivace reattività (un voto in più) quando si trattava di andare in spinta offensiva. Non giudicabile Tamburini, che tuttavia commette (e anche lui sotto la tribuna) un'ingenuità che potrebbe costare cara...

g.a.