Un’esclusiva di

 

SPORTquotidiano

 

La partita del Vicenza in rete

 

Le foto di LAURA ANNI

 

La cronaca di PAOLA AMBROSETTI

 

Commento e pagelle di GIANMAURO ANNI

 

 

VICENZA – COMO     0-1

 

 

 

 

 

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TABELLINO

Vicenza - Como          0 - 1

Marcatore: 8' Rastelli

VICENZA - Avramov, Vitiello, Paganin, Faisca, Rivalta, Magnani (63' Rantier), Okon, Biondini, Tamburini (73' Bonanni), Jeda, Baggio (71' De Martin). A disposizione: Lirussi, Guastalvino, Padoin e Moscardi. Allenatore: Giuseppe Iachini

COMO - Ferron, Tarozzi, Lamacchi, Padalino (54' Piccolo), Rossini, Yapi (57' Bertani), Rossetti, Abeijon, Greco (66' Femiano), Makinwa, Rastelli. A disposizione: Layeni, Benin, Pederzoli e Chianese. Allenatore: Eugenio Fascetti

Arbitro: Cassarà di Palermo (assistenti: Renosto e Rossomando; quarto ufficiale: Di Cintio)

Note: Serata fredda, terreno in buone condizioni. Ammoniti Lamacchi, Rossetti, Faisca (gioco falloso); Bondini (proteste). Un minuto di recupero nel primo tempo e quattro nel secondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CRONACA di PAOLA AMBROSETTI

 

Secondo appuntamento infrasettimanale consecutivo per il Vicenza che, sempre alla ricerca del primo successo casalingo, ospita il Como ultimo in classifica e allenato dall'ex Eugenio Fascetti.

Altro illustre ex in tribuna: Francesco Guidolin, molto affaccendato prima del fischio d'inizio a distribuire saluti in tribuna, poi sedutosi affianco ad Ernesto Galli e durante l'intervallo impegnato in qualche scambio di opinioni con Roberto Boninsegna.

Dopo un inizio di schermaglie da una parte e dall'altra all'8' arriva il vantaggio ospite: cross dalla destra di Yapi, difesa biancorossa che lascia indisturbato Rastelli colpire di testa, con il pallone che trafigge un Avramov a sua volta un po' sorpreso. Insiste il Como con una punizione calciata da Rossetti, con Tarozzi che non arriva alla deviazione e l'estremo difensore berico neutralizza a terra. Il Vicenza sembra aver accusato il colpo e non riescono a scuoterlo neppure le solite urla di Beppe Iachini. Provano a duettare Magnani e Jeda, ma è ancora il Como ad andare vicinissimo al rtaddoppio con una traversa colpita dalla punizione a palombella di Abeijon.

Al 28' il primo brivido per la porta difesa da Ferron: calcio d'angolo battuto da Tamburini, colpo di testa di Vitiello che incoccia sul palo basso prima di essere allontanato ancora in corner sui cui si sviluppi si salva ancora il portiere lariano, questa volta chiamato in causa dalla deviazione aerea di un compagno. Sospinto dai suoi tifosi, prova a prendere coraggio la squadra di casa, anche se Jeda si perde in un dribbling di troppo invece di provare subito la conclusione a rete e il tiro di Biondini è rimpallato o non inquadra lo specchio della porta.

Da dimenticare, invece, al 37' la punizione di Jeda su tocco di Okon. Decisamente più pericoloso il calcio piazzato di Greco, davvero incontenibile sulla fascia sinistra, per la testa di Abeijon: pallone sul fondo non di molto, con la difesa biancorossa ancora immobile. La palla gol più clamorosa per il Vicenza arriva allo scadere del tempo ma Jeda, ben servito in area da Vitiello praticamente all'altezza del disco del rigore, la calcia in… curva sud.

Inizia la ripresa ed è subito Magnani a farsi vedere con un tiro cross che chiama alla respinta Ferron. E' il via all'asssedio? Purtroppo si tratta soltanto di un lampo perché il Vicenza di questa sera non riesce proprio ad imporre la propria manovra tanto che dalla tribuna cominciano a partite anche i primi fischi.

Perplessi anche i "soliti noti" del Menti come l'avvocato Sergio Campana: "E' possibile che una squadra che giochi in casa non abbia ancora effettuato un tiro in porta?". Dello stesso avviso l'altro avvocato, Claudio Pasqualin.

Prova a smentirli al 59' Jeda, che da poco fuori area dimostra ancora una volta di dover calibrare meglio la mira: il pallone, infatti, finisce direttamente in… curva nord.

Un po' di pepe lo mette il neo entrato Rantier, autore di un colpo di testa centrale su invito di Tamburini e, subito dopo, di un cross teso in area su cui Baggio è in ritardo per la deviazione sotto porta.

Poca fortuna anche per De Martin, entrato proprio al posto di un deludente Baggio, sull'invitante traversone dalla sinistra di Bonanni, sostituto di un poco incisivo Tamburini.

Ultimi minuti di speranza per il Vicenza, che trova però sulla sua strada un decisivo Ferron, che prima devia prima con un colpo di reni la conclusione da fuori di Biondini, toccata da un difensore ospite, poi dice di no a Rantier e quindi nega la gioia del gol e del pareggio al 93' a De Martin su punizione di Bonanni.

Niente di fatto: Fascetti consuma la sua "vendetta" e i biancorossi devono rimboccarsi le maniche.

Paola Ambrosetti

 

 

 

 

 

 

 

 

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COMMENTO e PAGELLE di GIANMAURO ANNI

 

Vicenza, non mi sei piaciuto. Non tanto per la sconfitta (in questa serie B extra large le squadre che una domenica vincono e l'altra perdono di brutto sono praticamente… tutte) che ci può stare, ed in questo caso è pure immeritata, ma perché si poteva e si doveva fare decisamente meglio, soprattutto in un primo tempo in cui dalle parti di Ferron non s'è visto, a parte un cross dalla distanza di Tamburini, che un colpo di testa di Vitello che crea una doppia occasione (l'altra è una deviazione di un avversario) e a tempo ormai scaduto una deviazione volante di Jeda da pochi passi finita alle stelle.

Si dirà: ma il "possesso di palla"…

Ma chi se ne frega del possesso di palla, se il gioco è sempre a rinculare, a passarla indietro con una protervia che all' inizio della ripresa ha ricevuto persino una sonora bordata di fischi dal pubblico? Ma chi se ne frega se Okon la offre a Paganin, il quale la smista a Rivalta, che chiama all' azione Tamburini, che mette in movimento Biondini al quale non resta altro da fare che ridarla a Okon, giusto nel punto da cui l'azione (si fa per dire!) era partita?

Di certo nulla importa agli avversari, che se poi sono "organizzati" da Fascetti se la ridono bellamente, perché ti stanno ad aspettare con quattro difensori sull'uomo, uno alle loro spalle che controlla la situazione semmai qualcuno si facesse uccellare (si chiamava… "libero", ma se oggi osi parlarne ti bruciano come eretico) e due centrocampisti che si piazzano appena avanti alla difesa. Il pressing "alto"? Roba che riguarda le due punte (erano Rastelli e Malduwa) e un esterno (in questo caso il mobilissimo Greco).

A maggior ragione gli avversari ridono se sono passati in vantaggio già in apertura di partita. Qualcuno, in tribuna, parlava di gol casuale: "casuale" un gol su cross dalla destra di un avversario che aveva il primo difensore a venti metri e con palla che spiove appena fuori dall'area piccola senza che Avramov vada a prendersela prima che Rastelli indovini la zuccata buona (questa sì un po' casuale)? Casuale proprio per niente, anzi ricorda altri gol e altre incertezze di una difesa che il punto debole sembra averlo nell' organizzatore (in questo caso Paganin) e nel portiere.

Che la difesa fosse da registrare lo avevamo scritto già a… Venezia. Era la prima uscita, pensavamo che il tempo sarebbe servito a un buon rodaggio. Niente da fare: il difetto c'era ed è rimasto, tale e quale, sicchè il rimedio (a meno di riproporre una telenovela alla… Bordin) dovrebbe essere inevitabile.

E' però soprattutto in avanti che il Vicenza non è piaciuto per niente. C'è quello Jeda, ad esempio, che molti vorrebbero sostituito dopo dieci minuti… Non siamo così cattivi, ma ci pare che in questo momento di condizione, fisica e mentale, il suo posto sarebbe la panchina. A meno di voler ripetere il caso Zanchetta dello scorso anno: sempre in campo perché è in grado di inventare qualcosa. Ma per una che ne inventa (e magari fallisce la conclusione) sai che b…arba ti fa venire per quelle che sbaglia?

In tutta franchezza. Questo poverissimo Vicenza nel secondo tempo si è riscattato. Rantier, De Martin e Bonanni hanno preso la faccenda con altro spirito d'iniziativa ed è in questa fase che la squadra biancorossa ha riguadagnato l'affetto del pubblico, che l'ha accompagnata in una rincorsa che avrebbe potuto anche chiudersi positivamente se dall'altra parte la partita non l'avesse fatta Ferron, decisivo in almeno tre circostanze, su deviazioni sottomisura che avevano dato la sensazione del gol.

Resta da chiedersi perché Iachini non abbia scelto sin dall'inizio i più determinati. Probabilmente, ma andiamo a naso, sta ragionando sulla tenuta dei suoi e la squadra del primo tempo avrebbe dovuto stancare gli avversari. Ha invece stancato il… pubblico (e probabilmente anche la critica) e quando è stato il momento di quella buona il tempo era volato via inesorabile. Peccato, ma la strada è lunga e tutti stanno imparando. Anche Iachini, almeno secondo noi. Se così non fosse tanto varrebbe richiamare… Mandorlini (improbabile un'ipotesi Guidolin, anche se si è visto in tribuna d'onore: costa un capitale e se ci sono soldi da spendere - ipotesi su cui è lecito dubitare - meglio spenderli, ma più avanti, dopo aver verificato ancor meglio la situazione, per qualche giocatore).

 

GIANMAURO ANNI

 

Avramov becca il gol e poi resta inoperoso per il resto della gara. Abbiamo sentito colleghi in tribuna che proponevano il 6 di stima oppure un senza voto. O bella: se uno incassa il gol praticamente sulla sola palla impegnativa che gli indirizzano in porta, non ha il sacrosanto diritto al voto? Per noi non c'è alcun dubbio: 2 (perché in realtà poi non si fa ingannare da qualche… retropassaggio dei suoi). Non convince questa volta Rivalta (5) a sinistra. E' dalla sua parte che arriva il cross che porta al vantaggio del Como, è sempre molto lontano dall'avversario. Meglio nella ripresa quando prova a proporsi sulla fascia spesso in sovrapposizione con Bonanni. Tra Fascia (5) e Paganin (5) non sapremmo chi scegliere: probabilmente il voto peggiore dovrebbe toccare al capitano, perché l'organizzatore della difesa è lui. Ancora difficoltà per Vitello (ma quando riportiamo a destra Rivalta?) soprattutto nel confronto, spesso perduto nel primo tempo, con Greco (il voto è 4). Biondini (6) - che alla fine lo sponsor Nordica premia come migliore in campo - viene adoperato davanti alla difesa, soprattutto in interdizione. Più o meno sulla stessa linea, ma più con compiti di impostazione, un pachidermico Okon (3) che in questo stato di forma farebbe la sua ottima figura - ma non sempre - nel Torneo del Sabato. Come si vede dal punto di vista individuale non una gran resa nello svolgere un compito male impostato, anche perché nel primo tempo Baggio (3) ha atteso venti minuti buoni prima di toccare fisicamente il pallone, mentre Jeda (3) lo ha avuto spesso tra i piedi, ma dando l'impressione di non ricordare mai bene se gli fosse arrivato sul destro o sul… sinistro. Si è salvato Tamburini (6) anche se la sua fascia era presidiata con molta attenzione e tempestive chiusure. Un voto lo meritano questa volta anche i subentrati. Rantier (6) è veloce e non disdegna il tiro. Bonanni (7) punta l'uomo con decisione e in mezzora avrà fatto una mezza dozzina di cross. De Martin (6) di testa è riuscito a vincere qualche duello con Piccolo che aveva sostituito Padalino. Ci chiedono perché non sempre diamo il voto a Iachini. Semplice: perché non sempre l'allenatore è responsabile di quello che poi fa la squadra, nel senso che un conto è predicare e un altro raccogliere i frutti delle prediche, che altri magari disperdono o non capiscono. In questo però mi sembra che ci abbia messo del suo: il 4 è un voto di incoraggiamento da parte di un tifoso fedele che aspetta la crescita di tutti e quindi anche sua. Alla fine ha abbracciato e baciato Fascetti: ben fatto, meglio ancora se ha imparato qualcosa. Impara oggi e impara domani si diventa persino allenatori. Sembrerà pure incredibile, soprattutto per chi si sente bravo, ma è proprio così!

g.a.