Un’esclusiva di

 

SPORTquotidiano

 

La partita del Vicenza in rete

 

Le foto di LAURA ANNI

 

La cronaca di PAOLA AMBROSETTI

 

Commento e pagelle di GIANMAURO ANNI

 

 

VICENZA – CAGLIARI 2-0

 

 

 

 

 

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Vicenza – Genoa 0 - 0

VICENZA – Avramov, Rivalta, Paganin, Faisca, Tamburini, Biondini (59’ Magnani e 82’ Sadicki Abubakari)), Okon, Moscardi, Bonanni (76’ Rantier), Jeda, De Martin. A disposizione: Lirussi, Guastalvino, Padoin e Baggio. Allenatore: Giuseppe Iachini

GENOA – Gazzoli, Villa, Baldini, Aldair, Morabito, Rossi (82’ Della Morte), Cavallo (79’ Behrami), Zè Elias, Cordone, Bjelanovic, Colacone (60’ Gregori). A disposizione: Barasso, Cudini, Colasante e Ghirardello. Allenatore: Luigi De Canio

Arbitro: Ayroldi di Molfetta (assistenti: Ferraro e Angrisani; quarto ufficiale: Gandolfi)

Note: Giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni, anche se un po’ pesante per la pioggia del giorno precedente. Ammoniti Zè Elias, Cavallo, Bjelanovic, Moscardi (gioco falloso); De Martin (proteste). Espulso al 46’ Baldini per fallo su giocatore lanciato a rete. Quattro minuti di recupero nel secondo tempo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CRONACA di PAOLA AMBROSETTI

 

 

Il Vicenza riapre le porte ai tifosi la domenica pomeriggio in una partita che fa registrare lo “sciopero” annunciato dei vigilantes in concomitanza con l’arrivo del Genoa, una delle quattro squadre ripescate nell’allargamento della B a 24 squadre.

Un minuto e va subito al tiro dal limite dell’area Jeda: il rasoterra termina sul fondo. Il Genoa tiene bene il campo, ricorrendo però anche a qualche fallo per interrompere l’azione biancorossa tanto che, nel giro di pochi minuti, finiscono sul taccuino dell’arbitro Ayroldi prima Zè Elias e poi il capitano Cavallo.

Ed è proprio quest’ultimo a tentare la conclusione dalla distanza verso la porta difesa da Avramov: è il 16’, ma la mira è difettosa, anche se non di molto. Due minuti più tardi è Avramov a compiere il doppio miracolo, di corpo e di piede, sul tiro a tu per tu di Rossi. Poi il colpo di testa di Cordone sorvola la traversa.

Il Vicenza fatica mai come in questa occasione a trovare il bandolo della matassa, con il centrocampo che non riesce a dettare i ritmi e ad offrire palloni per il terzetto d’attacco, tanto che è spesso Jeda a retrocedere per recuperare qualche palla visto che latitano anche i cross dalle fasce, con Biondini e Tamburini che non tentano quasi mai l’affondo.

Risultato? E’ il Genoa che si affaccia più sovente nell’area di casa: due volte è il “lungo” Bjelanovc a provarci di testa, mentre la conclusione di Cavallo è deviata in calcio d’angolo dalla cui battuta il pallone arriva a Morabito, che “cicca” la sfera e la difesa rinvia.

Al 34’, poi, è Avramov a dover rimediare ancora con un’uscita di piede all’incursione di uno sguizzante Colacone, uno dei tre ex insieme con Morabito e Della Morte, in panchina insieme con il vicentino Ghirardello.

E per fortuna che, poco più tardi, Villa non mette forza al tiro che lascia partire e il portierone biancorosso blocca senza difficoltà. Quindi, in una delle rarissime sortite offensive dei biancorossi De Martin rimedia pure il cartellino giallo per un fallo di mano in area. Comunque, niente di fatto e squadre  al riposo sullo 0 a 0.

Inizia la ripresa ed ecco l’episodio che potrebbe cambiare l’incontro.  Baldini commette fallo al limite dell’area su Jeda lanciato a rete: Ayroldi non ha dubbi e decreta l’espulsione per il difensore. Il Vicenza prende coraggio e si fa vedere dalle parti di Gazzoli con De Martin, che prima calcio sul fondo al volo e poi manca l’aggancio sul tiro-cross di Biondini.

Sono poi il portiere genoano e la traversa a negargli la gioia del gol sul bel colpo di testa dell’attaccante.

E subito dopo che Biondini ha lasciato il campo per Magnani, è Tamburini a saltare male incornando sul fondo un invitante pallone al centro dell’area. Corre ai ripari anche De Canio togliendo un attaccante, Colacone, e mettendo al suo posto un difensore, Gregori.

In contropiede, però, è il Genoa a far correre un brivido ai tifosi, con Cordone che mette al centro per Bjelanovic, il quale manca l’aggancio anche se in extremis erano rientrati Faisca e Paganin.

E’ il Vicenza, però, a premere: manovrano bene Jeda e Magnani, con azione fermata in corner e, quindi, con colpo di testa sul fondo di capitan Paganin. Sul fronte opposto la replica è affidata a Rossi, che poi lascia il posto a Della Morte.

Dall’altra parte bel cross di Jeda per la testa di De Martin, che viene anticipato da Villa. Ne nasce poi una mischia in cui ci provano nell’ordine Rantier,  Moscardi e Sadicki.

L’ultimo brivido, al 4’ di recupero, arriva dai piedi di Moscardi, che sfiora il sette con una bella conclusione in corsa.

E’ 0 a 0, con premio come miglior giocatore in campo consegnato ad Avramov da Martino Dal santo in rappresentanza della Fai Zanè.

Paola Ambrosetti

 

 

 

Marco Zanetti (Union Vicenza) in tribuna stampa

 

 

 

 

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Stella e Miola guardano a sinistra, Mastrotto e Ferrari a destra. Solo punti di… vista?

In attesa dell’arrivo delle cordate è Beppe Inchini il punto fermo del Vicenza che sta giocando in campo

 

COMMENTO e PAGELLE di GIANMAURO ANNI

 

Il primo tempo contro il Genoa è sembrato la prosecuzione dei 90' di Bergamo, con l'Albinoleffe: la saga del... nulla. De Martin in avanti non fa rimpiangere Baggio. Nel senso che fa poco e anche malino. Rivalta riportato a destra per l'assenza di Fissore e Vitiello fa invece una fatica boia e Tamburini difensore è quello che sappiamo. Nel senso che non c'è proprio. A centrocampo Okon è di nuovo uguale a se stesso. Nel senso che è tanto lento che farebbe fatica a dribblare la sua ombra. Bonanni? Vi rimandiamo alle pagelle...

Insomma siamo alle solite, ma oggettivamente non riusciamo a capire come potrebbe essere diversamente: Iachini ha a sua disposizione un gruppo di ragazzotti che ruota attorno a tre/quattro elementi un po' più collaudati. I ragazzi si sa come sono: un giorno leoni e l'altro un po'...

Sicchè a questo alternarsi di prove di buona qualità (Cagliari) con altre assolutamente discutibili (Como, Leffe e Genoa) dovremo abituarci. Anzi con il prosieguo del campionato ci abitueremo, un po' come è stato per quest'ultima partita, a un Vicenza dai due volti nel corso della stessa gara  (in fondo si era già visto con il Como).

Ad ogni modo: dopo 45' inguardabili per assenza di iniziative in qualsiasi settore del campo, il Vicenza ha mandato in onda una ripresa di maggiore spinta e non serve a nulla far rilevare che il Genoa era rimasto in dieci per l'espulsione di Baldini, prima ancora che la lancetta dei minuti facesse un giro completo.

Il Genoa ha continuato a giocare esattamente come nel primo tempo, limitandosi a rinunciare ad una punta. Sicchè resta il fatto che il Vicenza si è mosso con maggior determinazione, cercando di più la fascia destra (Biondini, poi Magnani e spesso in coppia con Rivalta;alla fine - ma non fatelo più, per favore! - Sadiki) e sinistra (più con Tamburini che con lo spento Bonanni). Ne è nata la miglior azione della partita e l'incornata vincente di De Martin si è stampata sulla traversa ed è naufragata nella mischia successiva.

Si dirà: poco per legittimare un qualsiasi merito per la vittoria. Vero, ma già abbastanza per far definire giusto il pari. Di questi tempi bisogna accontentarsi: speriamo lo capiscano anche gli ultras, in sciopero contro la... Figc. Abbiamo capito, adesso potete tornare anche al vostro posto, altrimenti finisce come quella volta che, per protestare contro la moglie, il cornuto si tagliò i cosiddetti:

GIANMAURO ANNI

 

Pagelle di basso profilo dopo una partita di basso interesse tecnico e persino agonistico, se si eccettuano un paio di scarponate dovute più a stanchezza che a cattiveria. Non meravigli quindi se il migliore è ancora una volta Avramov (ieri sera premiato al Galà del triveneto in fiera) che si guadagna il voto (7) nel primo tempo con un doppio intervento su Rossi e una sventola di Villa. Meriterebbe anche di più, per la verità, ma nella ripresa non appena si accendono i fari va a... pipistrelli in un'uscita a vuoto che ne ricorda troppe altre e recenti.

Secondo gettone che vale la promozione a, udite, udite, Massimo Paganin (6): sbroglia diverse situazioni intricate ed è a disagio solo quando sui calci dalla bandierina è Bielanovic che va per due volte a colpire indisturbato di testa. Anche lui meriterebbe qualcosina in più, non fosse che nel finale, con tutto il tempo a disposizione anche per fermare la palla, si tuffa e prende la mira a porta vuota e manda incredibilmente fuori. Per rimanere alla difesa è sufficiente anche la prova dell'altro centrale Faisca (6), che per la verità vorremmo o più rapido nel liberarsi della palla o più preciso. Una delle due. Rivalta (5) a destra nel primo tempo è letteralmente schiantato da Cordone, ma la sua ripresa è buona, quando va in sovrapposizione prima con Biondini e poi con Magnani. Tamburini (4) a sinistra viene "preso in mezzo" troppo spesso da Rossi e l'avanzante Villa. Se la cava solo con il Genoa in dieci e nella parte finale quando Iachini si decide a togliergli dalla strada, sulla corsia di pertinenza, "paracarro" Bonanni (2), un ostacolo che vale quanto un avversario in più. Ne indovina pochissime il giovane e talentuoso esterno biancorosso: anzi appena un paio e nel primo tempo. Per il resto è notte. Appena un po' meglio l' altro pachiderma del centrocampo, Okon (3), che alla consueta pesantezza di movimenti aggiunge una serie di fastidiosi errori di misura. Non è proprio buio pesto, ma non si capisce se la semioscurità sia quella che precede l'alba (di una nuova vita) o il... tramonto (di quella che conosciamo già). Moscardi (5) è meno nervoso, ma anche meno incisivo, di altre volte. Nella sua zona operativa brilla comunque di più l'avversario, un non trascendentale Cavallo. Meno brillante che in altre occasioni Biondini (5): sarà perchè Morabito rimane indietro e Cordone va invece in avanti a disturbare Rivalta, ma è un fatto che il "rosso" trova raramente la misura del "dai e vai" se non per uno spizzico di ripresa e proprio quando Iachini gli preferisc Magnani (e il giochino su quella fascia riesce lo stesso, si vede che il merito è di... Rivalta non più ossessionato dal compito di difendere). Lo spunto migliore di Jeda (6) è proprio all' inizio di partita, quando in combinazione con Bonanni entra in area, ma poi sbaglia la conclusione di destro dalla media distanza. Segnale di giornata non eccezionale. De Martin (6) invece un paio di cose decenti le fa solo in avvio di ripresa e, su iniziativa di Rivalta, è sua anche l'occasione più limpida che gli guadagna la sufficienza. Troppo poco in campo Rantier al posto di Bonanni e quel Sadicki che ha sostituito l'infortunato Magnani è da rivedere. Ma non prima di... un paio d'anni.

g.a.