Un’esclusiva di

 

SPORTquotidiano

 

La partita del Vicenza in rete

 

Le foto di LAURA ANNI

 

La cronaca di PAOLA AMBROSETTI

 

Commento e pagelle di GIANMAURO ANNI

 

 

VICENZA – PALERMO 0-0

 

 

 

 

 

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Vicenza – Palermo

 

VICENZA: Avramov, Vitello, Paganin, Faisca, Rivalta, Biondini (88’ Tamburini), Rigoni, Moscardi, Rantier (93’ De Martin), Jeda, Baggio (55’ Schwoch). A disposizione: Guastalvino, Padoin, Bonanni. Allenatore Iachini.

PALERMO: Berti, Ferri, Nastase, Accardi, Vasari, Mutarelli, Corini, Masiello, Zauli (80’ Soligo), Codrea (75’ Brienza), Toni. (90’ Pepe) A disposizione Santoni, Terlizzi, Modesto, Vannucchi. Allenatore: Baldini

Arbitro: Rizzoli di Bologna. Assistenti Papi e Ferraro. Quarto uomo Di Cintio.

NOTE – Ammoniti Ferri (fallo su rantier), Rigoni (Zauli), Moscardi (Proteste), Mutarelli (Jeda), Codrea (Moscardi). Angoli 4-5 per il Palermo. 2’ di ricupero nel primo tempo e 4’ nel secondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mirco Dalle Ave con Paola Ambrosetti

 

 

 

CRONACA di PAOLA AMBROSETTI

 

Anche per questa partita il contributo di Paola Ambrosetti è il commento unito all’intervista all’allenatore ospite di SPORT, Mirco Dalle Ave, (Cologna, categoria giovanissimi)

 

Per Mirco Dalle Ave, 31 anni, veronese di Soave, quello di domenica è stato un ritorno al Menti. In biancorosso, infatti, ha giocato dai 13 ai 16 anni  fino ad arrivare alla Berretti poi, dopo aver iniziato la carriera di tecnico, ha allenato per tre anni (giovanissimi, allievi e Berretti).

Naturale, quindi, che la sua fede calcistica sia anche un po’ vicentina nonostante la squadra del cuore sia il Chievo.

Ex centrocampista arretrato, cresciuto nel Soave, Dalle Ave ha concluso ben presto con il calcio giocato: “Ho smesso semplicemente perché non avevo più entusiasmo  - esordisce – e così ho iniziato subito ad allenare”.

Non poteva che partire dalla sua società, il Soave, dove si è alternato tra settore giovanile e  prima squadra, con cui ha conquistato una promozione in… Promozione: “E’ stata una delle mie soddisfazioni maggiori avute finora insieme con l’altro salto di categoria ottenuto con il San Giovanni Ilarione”.

Da quest’anno è a Cologna Veneta, dove fa gli straordinari della panchina allenando sia gli juniores nazionali che giovanissimi regionali: “ Ho accettato questa chiamata perché è un’opportunità che mi piaceva, che arrivava inoltre da una società importante e ben organizzata a livello di settore giovanile”.

Nella vita di tutti i giorni insegnante di educazione fisica, celibe, Mirco Dalle Ave come si definisce come allenatore “Troppo… sensibile, democratico., non auritario: ho un bel rapporto con i ragazzi e credo di essere abbastanza paziente”.

 

Si accomoda in tribuna per commentare con la sfida con il Palermo e subito abbiamo una curiosa anteprima: “ Ho fatto il corso allenatori con Iachini, a Sandonà , ormai cinque anni fa: credo molto in lui come tecnico e sono fiducioso nel campionato del Vicenza. Beppe è una persona speciale, splendida, umile, uno come noi, semplice, ma molto grintoso. In quelle settimane assieme abbiamo discusso di molte cose, ma mi piacerebbe soprattutto avere la carica che riesce a trasmettere ai giocatori”.

-          Destini diversi i vostri, uno in serie B e l’altro tra i dilettanti…

“Sicuramente, ma senza nessun rimpianto o invidia. Tornare al Menti mi suscita sicuramente una bella impressione: del resto ci anche giocato in questo campo. Sinceramente, però, pensavo ci fosse più gente allo stadio visto che si trattava di una sfida di grande richiamo. E’la prima volta quest’anno che vedo il Vicenza dal vivo e, se porto fortuna, tornerò più spesso”.

Inizia la partita e subito chiediamo un  pronostico: ”Spero… Vicenza”.

I primi dieci minuti, però, trascorrono senza grosse emozioni: “Siamo ancora in una fase di studio: i l Vicenza gioca troppo centrale, mentre il Palermo utilizza di più le fasce. Anche Zauli è stato spostato a sinistra per creare superiorità numerica sul difensore esterno. Finora si sta muovendo bene, a dispetto dei fischi dei tifosi di casa. Non capisco questa contestazione nei suoi confronti. Comunque, dei due ex in campo, mi piace più Toni: è l’attaccante che vorrebbero avere tutti gli allenatori, per la sua prestanza fisica, ma non solo”.

Al 13’ l’incontro ha il suo primo sussulto: punizione per il Vicenza, mischia in area, pallone a Baggio che mette in rete ma l’arbitro Rizzoli annulla per fallo dello stesso attaccante: ”Sinceramentre ho qualche dubbio sulla decisione – commenta il nostro tecnico – in quanto il portiere rosanero ha scelto male il tempo per l’uscita”.

Subito dopo, per un fallo a centrocampo, Rigoni rimedia un cartellino giallo: “Ci stava – prosegue Dalle Ave – forse il giovane biancorosso paga un po’ d’inesperienza, anche se il fallo non era cattivo”.

Subito dopo lo stesso Rigoni cade a terra e nasce un parapiglia, con Moscardi che rimedia un altro giallo per proteste: “Non sono mai belle cose da vedere. C’è un po’ di nervoisismo”.

Poi l’azione si sposta nell’area berica, con tre corner consecutivi per il Palermo e un colpo di testa di Toni sul fondo. “Ha saltato bene, ma forse la palla era un po’ alta per darle la giusta angolazione”.

Ancora siciliani in avanti con Corini che tocca una punizione per Codrea, il quale lascia partire un tiro alto non di molto sopra la traversa: “La punizione è stata battuta bene, sfruttato un po’ la sorpresa”.

Siamo arrivati alla mezz’ora ed è inevitabile un punto sulla situazione: “Il Vicenza si sta difendo con ordine, però è troppo leggero in avanti dove gli attaccanti tengono poco la palla e cercano solo la ripartenza veloce. Il Palermo, invece, ha delle individualità che possono fare la differenza, anche se finora non c’è nessuno in particolare da segnalare”.

Al 34’ ci prova dalla distanza Moscardi, che costringe Berti alla respinta in calcio d’angolo: “Conclusione senza pretese – sentenzia il tecnico - Forse è stato un po’ sorpreso il portiere”.

Quindi, punizione di Corini e ancora Toni di testa sul fondo: “I biancorossi lo stanno marcando bene: buona soprattutto la prestazione dei due difensori centrali. Toni, però, è un po’ troppo isolato rispetto agli altri due attaccanti. Mi aspettavo un Palermo più aggressivo, invece finora ha avuto un atteggiamento prudente”.

Finisce il primo tempo, dopo due minuti di recupero, sullo 0 a 0 di partenza: “Partita molto tattica – è il commento - con pochissime occasioni da gol. Non certo una gara divertente.

Inizia la ripresa senza cambiamenti nei due schieramenti: “Per adesso è giusto non cambiare – riprende Dalle Ave - Vediamo con l’evolversi della partita cosa succede”.

Intanto, a bordo cambo, intensifica il suo riscaldamento Stefan Schwoch: “E’ uno dei migliori attaccanti della serie B: speriamo di poterlo vedere all’opera”.

Al 7’ contropiede del Palermo e diagonale di Vasari troppo angolato, con palla sul fondo alla destra di Avramov: “Questa sì che è un’occasionissima. Bella l’azione, pccato solo per il risultato finale”.

Al 10’, come preannunciato, fa il suo ingresso in campo Stefan Schwoch, accolto da un’autentica ovazione, che sostituisce Baggio. “Giusto il cambio. Baggio è stato deludente sotto tutti i punti di vista: gli manca la prestanza fisica e, soprattutto, non ha la pericolosità che invece deve essere la caratteristica principale di un attaccante”.

Poco dopo cade sospettamente in area Rantier: “Ci poteva stare anche il calcio di rigore”.

Si vede un Vicenza molto più offensivi. Iachini vuole provare a vincere?

 “Fa bene. L’entrata di Schwoch ha dato carica a tutta la squadra e anche al pubblico sugli spalti”.

Insistono i biancorossi e al 14’ un colpo di testa di Faisca termina sul fondo di un niente: “Grossa occasione, su palla inattiva.  Il Vicenza deve sfruttare meglio queste situazioni perché i siciliani le stanno soffrendo in difesa”.

Si comincia a vedere anche Schwoch: “Mi sembra stia facendo bene: riesce a tenere palla con autorevolezza, fa salire anche la squadra. La partita con il suo ingresso in campo è davvero cambiata”.

E proprio il bomber è protagonista di una bellissima azione partita da Jeda e conclusa dal brasiliano con la conclusione personale sul fondo: “Meritava davvero di essere premiata con il gol, anche se Jeda per me avrebbe dovuto ripassare il pallone a Schwoch, che era liberissimo in area”.

Altro brivido per il portiere Berti, graziato dal colpo di testa di Faisca: “Questo pensavo fosse gol. Adesso il Vicenza ci crede e meriterebbe il vantaggio. Come dicevamo prima, il Palermo soffre le palle inattive, sia che si tratti di corner che di calci piazzati”.

Sul capovolgimento di fronte, però, è Toni a smorzare in gola l’urlo del gol con un pallonetto che sembra destinato in rete ad Avramov battuto e che invece si perde a fil di palo: “Sarebbe stata un’autentica beffa perché in questo momento sta giocando meglio il Vicenza”.

Sul nuovo cambio di azione sono i biancorossi a sfiorare il vantaggio, ancora con un colpo di testa di Vitiello ad un metro dalla porta: “Questa volta ha colpito male il pallone: strano per un difensore e soprattutto in quella posizione”.

Esce Zauli sostuito da Soligo e da tutto lo stadio partono bordate di fischi, accompagnate poi da un coro non certo gentile della curva sud: “Una contestazione eccessiva: sinceramente, non la capisco”.

A 3’ dalla fine Tamburini fa il suo ingresso sul terreno di gioco al posto di Biondini: “Mi è piaciuto abbastanza, specialmente in fase difensiva”.

Cambio anche per il Palermpo: Pepe sostituisce Toni, salutato da fischi e applausi: “Buona la sua prestazione:  ha fatto reparto da solo, poco assistito dai compagni. E’ mancato anche Zauli”.

Neppure il recupero riesce a schiodare lo 0 a 0. “E’ una partita che si poteva anche vincere, anche se, soprattutto nel primo tempo, è stata molto equilibrata. Di certo il Palermo ha giocatori in grado di fare la differenza, ma il Vicenza può puntare tranquillamente alla salvezza.

L’ultima mossa di Iachini è l’inserimento di De Martin per Rantier: “Discreta la prova del francese: è molto giovane e deve acquisire maggiore personalità”.

E’ finita. Il trofeo per il migliore in campo, offerto dai supermercati Sisa e consegnato da Sergio Cassingena, premia Biondini. “L’avrei dato a Paganin, il più bravo dei 22 in campo. Iachini comunque mi sembra abbastanza contento dei suoi, anche se non è arrivata la vittoria”.

 

Paola Ambrosetti

 

 

 

 

 

 

 

 

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COMMENTO e PAGELLE di GIANMAURO ANNI

 

Uno comincia pensando che il Palermo sia una squadra da serie A e quando finisce (la partita) ha una sola certezza: non è vero che il Vicenza è una squadra da serie C. In effetti la corazzata che Zamparini ha messo a disposizione di Baldini, l’ allenatore che non è mai stato esonerato (ma non aveva ancora incontrato l’ex patron del Venezia), a volte offre l’ impressione di essere un semplice bragozzo da pesca, altre è  addirittura in affanno come un semplice pedalò in un mare in burrasca e solo in pochissime occasioni esprime il suo potenziale, come quando Vasari – siamo all’ inizio del secondo tempo – taglia in verticale tutto il Vicenza (ne salterà cinque, forse sei) per presentarsi davanti ad Avramov e concludere con un sinistro sporco in diagonale e fuori di un metro.

Cominciamo dal brivido maggiore che corre il Vicenza per una semplice questione di rispetto verso la capolista. Che presenta un’apparente difesa a tre (con Accardi, Nastase e Ferri a circondare Baggio e Jeda) che diventa subito a cinque (anche Vasari e Masiello), e con tanto di libero, quando la palla è in mano avversaria. Modulo di Baldini che sia, o costrizione che derivi dal fatto che gli esterni biancorossi Rantier e Biondini giocano molto in avanti, sta di fatto che la cerniera offre poche slabbrature anche perché il centrocampo vero e proprio è affidato a Corini e Codrea, due che in quanto a rubar palla sono maestri, anche se Rigoni e soprattutto Moscardi nel duello non sfigurano. In buona sostanza il Palermo attacca con il solo Toni, su cui vanno Paganin in chiusura e Faisca in prima battuta, ma è pronto a riversare in zona offensiva i decentrali Zauli (principalmente) e Mutarelli, che operano dalle parti di Vitello e Rivalta.

Detto come si è cominciato, va aggiunto che il primo tiro in porta (si fa per dire) è un colpo di testa di Jeda parato da Berti,; analoga conclusione di Zauli su cross dell’avanzato Vasari va fuori.

Le due squadre si danno battaglia a centrocampo, ma più avanti si spengono. Oddio, il Vicenza reclama il gol su punizione di Moscardi dalla zona centrale, ma anche dalla tribuna l’impressione è la stessa che ha riportato l’arbitro: Baggio nel saltare per mettere di testa alle spalle di Berti ha “tenuto sotto” il suo diretto avversario. Fosse anche sbagliata l’ impressione in quella circostanza, il seguito della gara tuttavia l’avvalora: Baggio (cominciamo con le pagelle: 4) non la piglia più né di testa né di piede; senza “aiutini” per segnare un gol avrebbe bisogno che in campo ci fosse il Maratona che tirava… addosso a Carnevale: sventole tremende che l’altro, di ginocchio, di stinco, di coscia, di spalla e qualche volta persino di testa o di piede deviava nella porta avversaria!

La zona nevralgica, il centro campo, mostra nervi scoperti intorno al 20’ quando si accende una maxi-rissa dopo una manata, apparsa volontaria, di Zauli a Rigoni. Il bolognese Rizzoli (pessimo più che per gli errori per l’attitudine a non vedere: 2) fatica a placare gli animi, ma intanto è fatta: perché si placa… Zauli, mentre tutto lo stadio gli riserva un coro di fischi ogniqualvolta tocca la palla (e lui sceglie in modo migliore per non essere fischiato: si… maschera al centro del campo e non lo vede più o quasi!).

Il match resta più rude che avvincente: il Palermo fa paura con tre corner di seguito dopo un fallo di Rivalta (mano dentro l’area, ma era vicinissimo alla palla) sinchè ci pensa Toni a metter fuori di testa definitivamente. Ancora una punizioni di Corini per Codrea che sventaglia dal limite, alto di poco, mentre sul fronte opposto prima del riposo ci sono un paio di buone progressioni a destra animate da Biondini (7, una bella partita per quantità e qualità) e dal suo compagno arretrato di corsia Vitello (6, quando Zauli si defila ha una maggiore profondità di azione). Poco prima del fischio ci prova anche Moscardi (8, alla fine sarà il migliore in campo: avesse anche precisione nel passaggio sarebbe un fenomeno) dalla distanza, ma è solo per scaldare le mani a un fischiatissimo Berti.

Volti sorridenti alla bouvette della tribuna d’onore: che sarà mai la serie B (e il… futuro) se questo è il Palermo? Per la verità noi lo stiamo dicendo da tempo e non avevamo nemmeno bisogno di vedere… l’ Atalanta. Che aveva sofferto anche di più, ma alla fine si è portata via tre punti. Spettri in arrivo?

Ma no. Il secondo tempo è sulla falsariga del primo, anzi ancora più vicentino. Rantier (7) continua a mantenersi larghissimo sulla fascia sinistra, dove lo cercano poco, ma quando la palla gli arriva sono guai. Suo è un cross su cui Moscardi cicca davanti alla porta, poco prima della già descritta azione sprecata di Vasari. Va anche a terra il francesino e reclama un rigore (noi dalla tribuna gli avremmo dato un… giallo!), mentre si appresta, applauditissimo, ad entrare Schwoch (6 di stima, così ce la… caviamo: insomma è da rivedere!). Il Palermo continua a non riuscire a ragionare perché anche Rigoni  ha preso le misure ai centrocampisti avversari e assieme a Moscardi ricupera un pallone dopo l’altro. Dietro Rivalta (5, ma solo per l’incursione indisturbata di Vasari) corre pochi rischi, mentre Paganin (7) e Faisca (7) mostrano buone doti di anticipo su Toni al quale tocca l’unica occasione della ripresa su lancio di Masiello dopo l’ unico errore di Rigoni (il voto scende a 6). Ma nella circostanza l’ex biancorosso si fa incantare da Avramov (6) che gli esce incontro per limitargli lo specchio della porta.

Insomma: prima della fine le occasioni migliori sono tutte biancorosse. Scambio Jeda-Schwoch-Jeda e conclusione del brasiliano a lato sull’uscita di Berti; Schwoch-Rigoni-Schwoch e destro finale sporco oltre il fondo; punizione di Jeda, sponda di Faisca e colpo di testa di Vitello fuori da ottima posizione; palla “rubata” da Rigoni a centro campo e assist per Jeda (solo 6: è tornato a insistere nella soluzione personale in dribbling) su cui replica Berti a pugni chiusi.

Basta per dire che ai punti avrebbe meritato di vincere il Vicenza. Avanza addirittura per confermare quanto stiamo dicendo dall’inizio del campionato: questa non è una grande squadra, ma è una buona squadra con tanti ragazzi di belle speranze. Stanno imparando molto (anche a distribuire le energie, che era la pecca principale dell’ avvio) e tutto debbono tenere, tranne la serie C. A patto che ogni domenica tutti si impegnino come hanno fatto contro il blasonato Palermo!

Ultima considerazione sulla serie B dei tanti pareggi: è un campionato scarso, più scarso ancora di quello della scorsa stagione, così scarso che oseremmo pensare (ma non lo vogliamo dire…) che se nessuno rompe le scatole a Iachini, se nessuno rompe il giocattolo, se nessuno… etc.etc.

 

 

 

 

GIANMAURO ANNI