Si scrive, Carraro, Petrucci, Pescante… ma si legge Berlusconi
n. 30 – 2001.03.15
Allarme! Mai la politica è stata così vicina ad ingoiare lo sport, anche se ormai (e da tempo) di sport con la "S" minuscola si tratta!
L' assalto alla diligenza è in atto da tempo, ma nessuno - come ha fatto Berlusconi nella recente "convention" sportiva a Roma - ha detto chiaro e tondo quali sono le intenzioni, compresa quella di "eliminare" un mezzo ministero (appunto quello dello sport, che si affianca a turismo e spettacolo ed è oggi retto dalla Melandri) per avocare alla presidenza del consiglio tutte le competenze da affidare con delega a un sottosegretario di cui si conosce già il nome: Mario Pescante.
Cose da... brividi.
Un po' perchè Mario Pescante è l'ex presidente del Coni, a suo tempo sponsorizzato dal suo predecessore, Franco Carraro, il quale non aveva mai fatto mistero di essere in quota socialista (ministro dei beni culturali e sindaco di Roma).
Molto perchè rientrerebbe dalla finestra chi si è dimesso dal Coni non (come si tenta di far intendere) perchè variamente "perseguitato" dalle procure della repubblica per gli scandali legati allo stadio Olimpico e ai mondiali di calcio (assolto), ma perchè "travolto" dallo scandalo di un laboratorio antidoping che non controllava un bel niente o quasi nel mondo del calcio (il grande... finanziatore del Coni). Tanto che il laboratorio romano era stato "cancellato" dal CIO (il comitato olimpico internazionale) ed è stato riabilitato solo di recente, tanto la pipì dei nostri eroi dello sport ancora oggi la mandiamo a Barcellona, Zurigo ed in altre parti dell' Europa.
Insomma: Berlusconi ha scelto... l'impresentabilità e se lo ha fatto vuol dire che ha i suoi motivi. Obiezione: Pescante non si è dimesso dal CIO in cui continua a rappresentare l' Italia (c'è anche Carraro, il "giro" è sempre quello). Obiezione respinta: dal punto di vista "internazionale" c'è più... elasticità. La federazione di atletica, ad esempio, è stata retta sino alla morte da Primo Nebiolo, che in Italia tuttavia era diventato impresentabile perchè era a capo della Fidal nel momento in cui i giudici di gara... "allungavano" i salti di Evangelisti per portarlo in zona medaglia!
Ma perchè Berlusconi ha puntato l'occhio sullo sport in maniera così diretta (e l'altra sera ha detto che lo riporterà anche sul Milan, da cui proprio alla convention romana aveva preso clamorosamente le distanze: "mi sento solo presidente onorario")?
Perchè lo sport è una cassa di risonanza mediatica di grandissime potenzialità. Manovra elettorale, allora? Non solo: lo sport è anche veicolo di interessi da migliaia di miliardi e la politica (almeno la politica annunciata da Berlusconi) non intende stare a guardare.
Per la verità anche in passato la politica era stata "tentata" dallo sport, da cui aveva ricevuto una risposta secca e precisa: non provateci nemmeno. Tanto che le varie "Libertas", "Fiamma", "Uisp" e via discorrendo erano diventate sì "federazioni", ma nell' ambito degli "enti di propaganda" (e si sono tra l'altro ben comportate, facendo più "propaganda" allo sport che ai rispettivi padrinati politici).
Adesso anzichè l' "aggiramento" Berlusconi propone l'assalto frontale riaffidando lo sport alla "tutela" di Pescante (grazie, già visto e già... rifiutato!). Avete capito perchè il commissario Petrucci (e il suo grande maestro Carraro) può permettersi di fare e disfare le regole in barba al Settore tecnico e all'intera opinione pubblica. E' solo... l'antipasto, il resto, altrettanto indigeribile, verrà dopo!
L’UNICA SPERANZA DI SALVEZZA: CHE CI RIPENSINO!
L' esplicito "assalto" allo sport che viene da Berlusconi (stigmatizzato una volta tanto anche dalla Gazzetta) non è uno dei tanti episodi in cui un politico si è fatto attrarre da un mondo supposto portatore di consensi. Ci sono stati i De Michelis a capo del basket (oggi c'è D' Antoni in Lega), ma anche il Matarrese contemporaneamente deputato e presidente della Figc ed altri ancora. Erano, appunto, episodi, per giunta stigmatizzati, non condivisi dalla stragrande maggioranza del movimento sportivo che ha sempre visto lo sport come elemento estraneo alla politica, anzi "nemico" se è vero come è vero che le Olimpiadi fermavano le guerre che dei disaccordi politici sono la massima e crudele espressione.
Berlusconi pretende di entrare con Forza Italia (altro slogan... sportivo) dalla porta principale e ha già il suo organigramma in testa. Fosse fatto anche di uomini più presentabili di Pescante e compagnia bella (rivedremo presto... Giulivi a capo di qualche lega calcistica?) è un disegno inaccettabile e il mondo dello sport ha antenne molto più sensibili di quelle delle tv: un passaparola che non conosce "fedi" politiche ed ha un solo credo, quello della sportività e delle regole.
In buona sostanza: Berlusconi rischia grosso su questa strada e se capisce il rischio (perdere i voti di quanti vogliono lo sport di tutti e non di pochi e ricchi: sono i voti della quasi totalità degli "sportivi") fa in fretta e furia un passo indietro. Ma ci sono purtroppo (per lui) segnali in direzione contraria: con il Milan ha rifatto un passo avanti e rischiosissimo, al limite del... suicidio (politico-sportivo)!